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Il Forum di Storie
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madcat
Registrato: 10/04/08 15:02 Messaggi: 20 Località: Forlì
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Inviato: Ven Giu 13, 2008 5:25 pm Oggetto: corsi di traduzione in giro per l'Italia |
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Ciao a tutti mi chiamo Elena e mi sono iscritta da un paio di mesi al corso di traduzione letteraria di Storie. Il corso mi piace molto e trovo tutto il contesto molto stimolante ed anche onesto il costo d'iscrizione. Non sono giovanissima e da tempo coltivo questo sogno e proprio quando ormai lo davo per perso si sono aperte due possibilità: il corso di storie e uno organizzato da un istituto di lingue non lontanissimo da casa. Purtroppo quest'ultimo per quanto sembri interessante mi pare molto costoso. Il corso dura 4 mesi con due incontri settimanali, costo E. 2.000 c.ca. Sarei tentata ma chi l'ha requentato in passato ha non poche riserve sulla qualità del corso lamentando ore passate ad aspettare docenti che o non si presentavano alle lezioni oppure arrivavano in ritardo. Ho notato che l'istituto organizza anche seminari in materia ma con cifre da capogiro. E' la prassi oppure c'è il solito business dietro? Voi cosa ne pensate? _________________ dreams are like butterflies and wings need time to be perfectly tailored... |
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Adv

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Inviato: Ven Giu 13, 2008 5:25 pm Oggetto: Adv |
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Sharie
Età: 27 Registrato: 30/08/06 12:30 Messaggi: 508 Località: Lyon
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Inviato: Ven Giu 13, 2008 6:12 pm Oggetto: |
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Ciao Elena,
la mia esperienza legata ai corsi di lingue riguarda il centro culturale francese. Proprio oggi ho finito di sostenere l'esame per l'ultimo livello intermedio ( i livelli sono numerosi rispetto alla lingua inglese). Non ti nascondo che i prezzi dei corsi sono decisamente folli. Riporto un esempio: il corso di preparazione al mio esame, durata 8 giorni costa poco più di 400 euro per un totale di 20 ore. Per quanto riguarda i corsi veri e propri, cioè quelli annuali, la cifra sfiora quella da te indicata. A questa, però, si devono aggiungere le sedute singole per affinare la conversazione e migliorare la pronuncia.
Ovviamente il tutto dipende da cosa cerchi all'interno di un corso. E' chiaro che il contatto con gli insegnanti di madre lingua fa la differenza. Tuttavia non credo di poterti dare un consiglio, dal momento che sono iscritta al corso di scrittura di Storie e non conosco quello di traduzione, ma volevo solo rassicurarti per quanto riguarda i prezzi. _________________ Voi ridete di me perchè sono diversa. Io rido di voi perchè siete tutti uguali. |
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madcat
Registrato: 10/04/08 15:02 Messaggi: 20 Località: Forlì
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Inviato: Mar Giu 17, 2008 8:09 am Oggetto: |
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Grazie Sharie  _________________ dreams are like butterflies and wings need time to be perfectly tailored... |
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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Mar Giu 17, 2008 4:51 pm Oggetto: |
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Cara Elena,
guarda un po' quando si dice il caso... forse posso esserti utile.
Ho appena concluso il corso di specializzazione dell'agenzia Herzog "Il lavoro del traduttore letterario" a Milano.
puoi dare un'occhiata su www.herzog.it
Il corso è durato all'incirca 3 mesi: la prima parte del corso era dedicata al ruolo del traduttore in una casa editrice, ai ferri del mestiere, all'editing e alle forme contrattuali. "Teorica" sì, ma con un occhio sempre rivolto agli aspetti più pratici del lavoro del traduttore. A questa sono seguite 7 lezioni di laboratorio (i laboratori erano 4, uno x ogni lingua - inglese, francese, tedesco e spagnolo). Io ho seguito il laboratorio di inglese ed è stata una bellissima esperienza: ogni settimana ci è stata assegnata una traduzione
- narrativa per adulti
- narrativa per bambini
- saggistica divulgativa
- traduzione dei risvolti e della quarta di copertina (ahimè, s'ha da fare pure questo) di un saggio di argomento economico
- trad a scelta di un altro brano tratto dalle 4 opere precedentemente affrontate
- lavoro di editing su una traduzione altrui
Alla lezione successiva seguiva la discussione in classe dei dubbi avuti da ciascuno: un confronto davvero stimolante.
Non so se gli altri laboratori siano strutturati allo stesso modo, ma per quanto riguarda l'inglese lo era in modo eccellente.
Il corso è stato relativamente breve - 3 mesi, come ho detto - e il costo è stato di 580 €, a mio avviso davvero ben spesi.
Ho imparato molto, o almeno così mi sembra.
Spero di essere stata utile. Se sì, e hai bisogno di chiarimenti, non esitare a contattarmi in privato.
Federica |
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madcat
Registrato: 10/04/08 15:02 Messaggi: 20 Località: Forlì
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Inviato: Mer Giu 18, 2008 5:31 pm Oggetto: |
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Ciao Federica,
avevo notato in giro per il forum che eri entusiasta di questo corso e in qualche modo aspettavo un tuo parere
Onestamente non vorrei perdermi quest'esperienza quindi penso che a settembre proverò a dare l'esame di ammissione al corso e se tutto va bene romperò il porcellosalvadanaio (porcellissimo visto il costo argh!), schiafferò tutta la famiglia in trincea, gatto chiatto compreso e sperema ben!
Grazie per la disponibilità conoscendomi sono sicura che mi verranno in mente un sacco di cose da chiederti e non esiterò a contattarti.
A proposito sei mai andata a qualche fiera del libro? _________________ dreams are like butterflies and wings need time to be perfectly tailored... |
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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Mer Giu 18, 2008 6:11 pm Oggetto: |
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Sì, sono un'inguaribile entusiasta.
Quando poi le cose vanno bene, l'entusiasmo cresce esponenzialmente.
Lo so che qui nel forum non ne potranno più, ma continuo a consigliare questo corso. E poi anch'io non è che sia andata alla cieca, ho chiesto informazioni a chi aveva frequentato le passate edizioni e ho avuto la fortuna di parlare con due insegnanti di laboratorio che mi hanno illustrato come si sarebbero svolte le esercitazioni.
Sì, lo consiglio. E lo dico col cuore, perché ahimè non mi viene in tasca alcuna percentuale sugli utili
Iscrivetevi al corso herzog e diffondete il verbo!
Le fiere, le fiere...
In effetti, è una cosa che noi traduttori dovremmo fare. Su biblit ho letto di una ragazza che è andata a Torino il mese scorso e raccontava delle non proprio disponibilissime persone agli stand. Poi finalmente un'anima pia, anche se un po' scocciata, ha preso il suo curriculum dicendole: "Be', anche voi da qualche parte dovrete pur cominciare".
Il "mercato" è una cosa che ancora non riesco a capire bene e, siccome so per certo di non sapermi vendere, sto ancora valutando quale sia la prima mossa da fare: storie in giro se ne sentono parecchie - proposta di traduzione; no, è meglio proporsi per una prova di traduzione; telefonare e contattare chi di dovere; mandate una mail; no, è meglio mandare una lettera perché la mail è più facilmente cestinabile - ma ciò che ha funzionato per tizio non è detto che funzioni anche per caio. Come sempre. Insomma, devo ancora decidere sul da farsi...
Tu sei già andata un po' in giro? |
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madcat
Registrato: 10/04/08 15:02 Messaggi: 20 Località: Forlì
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Inviato: Ven Giu 20, 2008 8:36 am Oggetto: |
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non ancora, aspetto di confrontarmi con questo corso di storie e poi se tutto va bene con l'altro di cui ti parlavo. Sto aspettando l'autorizzazione a tradurre un libro in cui credo molto anche se solo come progetto personale e non per essere pubblicato...ma ancora la mail non arriva sigh!
Mantieni l'entusiamo Federica, porta cose buone! Io cerco di non farmelo togliere anche se col passar degli anni mi si è un pò stropicciato ma quando me ne accorgo gli dò una stiratina e lo indosso ancora come il migliore dei vestiti a costo di sembrar ridicola.
Torno al mio lavoro fatto di numeri, numeri per mangiare e parole per sognare.
Come vanno le translations del II livello?  _________________ dreams are like butterflies and wings need time to be perfectly tailored... |
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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Ven Giu 20, 2008 9:03 am Oggetto: |
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ora mi sto dedicando al TRADUTTONE, non vedo l'ora di finirlo xké non mi sollazza più di tanto. Il racconto l'ho letto e riletto, quello sì che è una vera sfida: non ho mai tradotto qualcosa di così lungo. Mi spaventa un po' e proprio per questo mi intriga.
Anch'io un libro (anzi, una serie intera!) che mi piacerebbe tradurre, ma se la casa editrice si è fermata al primo libro ci sarà un xké... di sicuro non è stato un successo, ma siccome sono la paladina delle cause perse voglio provare lo stesso  |
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Lilla
Registrato: 13/04/08 20:16 Messaggi: 16 Località: Benevento
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Inviato: Sab Giu 21, 2008 8:51 pm Oggetto: |
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Ciao ragazze, leggendo le vostre esperienze mi sento meno “aliena”. Anche io sono sulla vostra stessa barca: mi sto cimentando con il 2° corso di Storie (sono ancora sul Traduttone) e vorrei frequentare anch’io il corso di Herzog. Abitando al sud, sono felice che finalmente abbiano deciso di farne uno anche a Napoli.
Come voi, anch’io ho il mio libro da tradurre nel cassetto. Attualmente sono in fase di stallo, ma vi racconto la mia esperienza.
Ho provato a contattare diverse case editrici per proporre il libro, mi hanno risposto solo un paio, dicendomi che non erano interessate. Finalmente una piccola casa editrice sembrava essere interessata.
Ho dovuto fare una lunga ed estenuante ricerca per cercare di capire chi si occupasse dei diritti di quell’autore in Italia. Superato anche questo scoglio, mi è stata chiesta una prova di traduzione di 3-4 cartelle, ed io ho tradotto il primo capitolo. La loro risposta è stata positiva, la mia traduzione era piaciuta, restava solo l’ultimo passo da fare: valutare se il libro rientrasse nella linea editoriale della casa editrice.
Tutto ciò accadeva nel luglio del 2007. Mi dissero che bisognava attendere un paio di mesi dopo la pausa estiva. A dicembre, dato che non avevo ancora avuto notizie, ho ricontattato la casa editrice e mi hanno detto che il libro non rientrava nella loro linea editoriale per alcuni passaggi un po’ espliciti.
Mi dissero anche che avevano intenzione di pubblicare un altro libro e che avrebbero potuto contattarmi per tradurlo, dato che (testuali parole): “la sua prova di traduzione è stata una delle poche che abbiamo selezionato per una futura collaborazione”.
Questo è stato l’ultimo contatto che ho avuto con questa casa editrice. Non ho più avuto notizie del libro che volevano farmi tradurre, né mi hanno proposto altro. Sinceramente non so cosa pensare.
Io sono ottimista di natura, forse troppo ingenua, comunque la persona con cui ho sempre parlato si è mostrata gentilissima e effettivamente le ragioni del loro rifiuto riguardo al libro che volevo tradurre erano valide.
Comunque, conclusasi questa storia, mi sono fermata e non ho più cercato altre case editrici.
A volte lo sconforto è tanto, mi chiedo se ce la farò, ma io sono testarda e non mi do per vinta.
Un saluto a tutti.
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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Dom Giu 22, 2008 11:50 am Oggetto: |
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Cara Lilla,
almeno hai avuto la fortuna dii essere trattata con rispetto. Sarà perché sono un po' diffidente per DNA (sono genovese, del resto ), sarà che ho sentito tante brutte storie raccontate in giro da "colleghi" traduttori... ma dalle persone ormai, in questo strano mondo che non riesco più a capire, non mi aspetto molto, per cui ti dirò: ti hanno trattato bene, sono stati davvero corretti anche se il libro da te proposto non rientrava nella loro linea editoriale (c'è gente che è stata trattata a pesci in faccia per molto meno...).
Anzi, magari in privato potresti dirmi che casa editrice è? Tanto per stilare, in futuro, una classifica degli editori con cui si può "ragionare".
Il discorso ruota sempre intorno ai soliti argomenti:
1. il nostro lavoro viene sempre sottovalutato
2. per quanto riguarda l'inglese, la concorrenza è davvero spietata
3. ormai traducono anche cani e porci; considerando che faranno un lavoro che definire mediocre è un complimento; magari consegneranno in fretta e si faranno pagare una miseria, il che va a vantaggio della casa editrice che - alla fine dei conti sul costo di pubblicazione di un libro - non ha più molti soldi per pagare il traduttore, ed è la causa diretta del fatto che tutti in genere sono sottopagati...
Potrei andare avanti ad annoiarvi ancora un po', ma - citando Al Pacino - che te lo dico a fare? Tutti sappiamo queste cose.
Ingenua? No, Lilla, non mi sembra proprio. Semplicemente, quando si sceglie una professione così traballante, si è spinti da una grande passione e si lavora, pur non essendo ancora professionisti, in maniera "professionale". Questa, forse, è l'unica cosa che ignorano - o scelgono di ignorare? - le case editrici di fronte, che so, ad una proposta editoriale. E partono già prevenuti nei nostri confronti proprio in base a quanto detto sopra. Questo ci destabilizza e mina le nostre - ben poche, almeno per quanto mi riguarda - sicurezze.
Ottimista? Non si può dire se sia un bene o un male, ognuno è fatto a modo suo. Io sono pessimista, da generazioni , ma la mia natura contradditoria di Gemelli mi rende inguaribilmente entusiasta, anche delle minime cose: se la botta arriva, ero preparata; ma se le cose vanno in porto, sono 10 volte più felice.
L'unica regola è: non mollare.
Se valiamo qualcosa, prima o poi qualcuno se ne renderà conto, no?
Un abbraccio,
Fede |
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