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Fuga dal tempo
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Autore Messaggio
bradamante








Registrato: 25/04/09 21:33
Messaggi: 3
bradamante is offline 

Località: Napoli
Interessi: scrittura, disegno, arte
Impiego: studente


MessaggioInviato: Sab Apr 25, 2009 10:18 pm    Oggetto:  Fuga dal tempo
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Fuga dal tempo

Ed ogni respiro è un addio.
Tutto è pronto, ogni minimo dettaglio al suo posto.
L’armadio è fin troppo ordinato, lo zaino ancora vuoto resta nascosto,la mia mente sicura è decisa a non tornare indietro.
Continuo a recitare la mia parte mentre lontano muore il giorno gocciolando questo tempo disfatto, questo tempo perfetto che dietro quella finestra, al riflesso del tramonto, caldo, colora la stanza.
Eppure un insolito freddo senza tremore circonda questa pallida aria, stanca, quasi ferma che triste mi consola.
Qualche dubbio ancora cigola alla porta del mio silenzio, ma tutto è ormai pronto e non c’è altra strada che andare.
Gocciola il tempo, lo sento nitidamente.
Cade sul fondo, risuona, ondeggia pacato negli echi concentrici di ricordi, dispersi così cari ed infranti.
Troppi si accumulano, si sfiorano, si confondono restando appesi a quel muro d’istanti fa…ora lontani, ora vicini da restarne sorpresi.
Sta morendo questo tempo di attimi sempre più intensi, questo ultimo scorcio d’infanzia e sicuro riparo, che sicuro e caro più non è da tempo.
Sono lontani quei ricordi da quest’anima, ormai esule e stanca, divisa, fuggita verso una casa intravista forse solo sognata.
Questo non è più il mio tempo.
Questa non è più casa mia.
Ora lo sento, ora lo so.
Resto immobile al rimbombo della certezza perduta d’un attimo fa.
Tentenno, lo sento. Ho paura, lo nascondo e resisto. Il proposito è più forte dell’ignoto che buio urla rimorso.
Ma restare significherebbe morire.
La coscienza del presente mi rammenta quanto impossibile sia a questo punto una tregua, una qualunque coincidenza d’intenti.
È la mia vita contro la loro.
Restare cercando di sopravvivere, andare per cercare di vivere.
È una lotta di respiri e pensieri, una guerra d’amore che non riesco più a reggere ne ho mai voluto combattere.
Una sottile frustrazione mi attraversa adesso che l’assurdità di questo ultimo anno mi si palesa davanti agli occhi aperti ormai solo per inerzia.
Non vedo più i segni della mia esistenza qui tra queste mura tra questi angoli, balconi e cassetti della quale conosco ogni colore, odore riflesso nascosto che solo al tramonto riaffiora.
Non c’è segreto che io non abbia svelato di questa vita di questa casa perduta un giorno per una confessione troppo sincera.
Solo ora colgo l’effetto di tanta familiarità, ora nell’istante tremendo del distacco assaggio l’amarezza dell’abbandono.
Dovrei rammaricarmi di quel giorno, di quella mia debolezza che al peso del vero non reggeva più il gioco.
Avrei dovuto resistere e lasciare che nulla trapelasse, che nessuno sapesse la vera natura del mio sguardo del mio cuore.
Ma ogni parola semplice a tavola, ogni sguardo e sorriso sincero era corrotto dalla menzogna.
Così colta dal rimorso e dalla stanchezza cedetti, sperando nel rispetto per un figlio giusto, sperando nella forza del legame stretto.
Ma il calore d’un tempo da allora è finito, la crudezza del giudizio ogni giorno mi ha trafitto e la certezza del non ritorno, quasi ne alleggerisce il peso.
Sono stata respinta, sono stata marchiata da chi più d’ogni altro conosceva il mio nome il mio vero valore.
Quel calore è un ricordo, questa casa è un cristallo che limpido conserva la purezza di un figlio ma che ora stringe nel petto un freddo che mai mi abbandona.
Si fa sera e tutto procede come deve.
Riaffiora dal fondo quel suono che da bambina mi suggeriva lieto l’aroma della cena…ora è suono, riflesso, consenso, singolo gesto, abitudine incerta.
È davvero la mia?
Questa è davvero la mia casa?
Questo è davvero il mio tempo?
Arriva la notte e le ultime luci si spengono. Aspetto.
Cos’è questa pesantezza che lenta s’accumula pacata senz’ira ad ogni goccia discreta?
È la pioggia.
Continua a cadere.
Quasi l’avevo dimenticata la costante liquida pioggia che ogni orlo ricolma, ricadendo e riscuotendo quel fondo pieno ormai di tempo trascorso.
Sul finire allora mi stendo, attendendo quasi il ricolmarsi pacato del vaso ad ogni goccia più vuoto.
Sento arrivare la fine di questo viaggio, di questa corsa stanca e non voluta che mi riconduce ogni volta dove il tempo sfuggevole passa e mai si dimentica.
Troppe volte seduta su un treno fuggente ho desiderato che mai si fermasse, che mai giungesse a quella che casa più non era mia.
Ed ora finalmente sarei salita su quel treno per andare via da essa e cercare altrove la mia strada.
Così nel totale silenzio mi alzo, fredda decisa e trasognante tiro fuori lo zaino e la valigia dal letto.
I vestiti scelti, ordinati vi entrano perfetti senza rumore senza imprevisti.
Gli altri dettagli in fila si dispiegano silenti come nel progetto pensato da giorni.
Avevo preparato tutto e nulla mi fermava.
Odiosa quella mia perfezione quasi mi spaventava. Niente ormai mi legava più a quel posto, neppure uno sbaglio nel mio feroce intento di libertà.
Chiudo la lampo.
“Cosa sto facendo?”
Inizio a vivere la mia vita.
“Sì, ma cosa sto facendo?”
Una fitta mi attraversa il petto.
Sto fuggendo.
“Non c’è altro modo” mi ripeto tremando.
Non demordo e muta come uno spettro mi avvio sicura alla porta.
“Non c’è altro modo” Mi ripeto sapendo che pur terribile è vero.
Eppure dentro qualcosa muore.
Eppure dentro una fiamma si spegne.
Apro quella porta.
Dietro di me solo un uscio si schiude, poi il silenzio ed un fischio di un treno.
Come arida la radice del fiore dall’aratro è recisa, altrove il suo frutto riconduce la mia vita.
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Adv



MessaggioInviato: Sab Apr 25, 2009 10:18 pm    Oggetto: Adv






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oroboros








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Messaggi: 42
oroboros is offline 






MessaggioInviato: Dom Apr 26, 2009 3:30 pm    Oggetto:  
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Quando chi scrive un racconto, come è questo il caso, è scrittrice di talento, non si deve faticare a leggere. L'autrice si è troppo dilungata nel descrivere le emozioni che ripropone in tante salse diverse, le quali danno il risultato di una ribollita di pensieri intensi, ma ripetitivi . È mio immodesto parere che l'analisi, nel suo raccontare, non sia commisurata alla sintesi del significare. Resta indiscutibile l'abilità della scrittrice, rara per essere sprecata in un compiacersi di frasi autosufficienti, ma prive di un legame fluido che ne armonizzi l'insieme.

P.S: È, a questo punto, corretto avvisare che non sono persona colta né ho alcun titolo perché il mio criticare sia considerato seriamente. Wink

_________________
L'intelligenza deforma l'ispirazione per ridurla a un'aspirazione che si annullerà in un'espirazione.
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catia








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MessaggioInviato: Dom Apr 26, 2009 6:41 pm    Oggetto:  
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Le emozioni e sensazioni che proviamo sono come luce bianca che colpisca un prisma. Più che di ripetizioni, parlerei allora di dispersioni ;o)
E' un buon punto di partenza, indica una sensibilità capace di percepire sfumature diverse per ciascuna sensazione. Forse occorre solo evidenziare un po' meglio le diverse 'frequenze', ovvero l'essenza di ciascuna sfumatura.
Per inciso: sono una campionessa di mancanza di sintesi!
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bradamante








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bradamante is offline 

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MessaggioInviato: Lun Apr 27, 2009 8:20 pm    Oggetto:  
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grazie per i vostri commenti,
in specialmodo se questi mi conducono alla riflessione metalinguistica della mia scrittura. In fondo sono qui a tale scopo.
Spesso io stessa ho rintracciato una certa ripetività, in questo racconto come in altri che ho scritto, sentendo il bisogno di una maggiore sintesi.
Ma, anche se può sembrare assurdo, è proprio la mia estrema predilezione per questa che mi conduce alla ripetizione.
D'impeto naturale non sono una scrittrice di prosa, bensì di Poesia.
Eppure il bisogno d'estndere il mio pensiero in un testo di più ampio respiro spesso mi attanaglia.
Non è raro il caso che testi di prosa nascano da precedenti poetici.
Così quando cerco di compilare un testo medio lungo, abituata al verso, concentro istintivamente in un unico periodo rarefato (o al massimo in una manciata) la sensazione o il momento che desidero esprimere e descrivere.

Sono consapevole che devo e posso lavorarci....

Data la mia inesperienza in un forum come questo, volevo chiedere se era possibile postare altri racconti, sperando in altri commenti stimolanti.

a presto
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...blu...








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...blu... is offline 






MessaggioInviato: Lun Apr 27, 2009 8:42 pm    Oggetto:  
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Ciao Bradamante!
certo che puoi postare i tuoi racconti!
La redazione di storie lascia carta bianca (o arancio e nera) su quanto avviene nel forum e se fai un giro puoi rendertene conto dalle piccole (divertenti e stimolanti) iniziative che ognuno può postare.
Alcuni di noi hanno già inserito racconti, poesie o scritti vari...con una voce in più nel coro si possono raggiungere nuove note!
Benvenuta
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