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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Ven Ott 03, 2008 11:55 am Oggetto: La sostenibile utilità di un pessimo libro |
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Buongiorno a tutti,
vediamo di usare lo spazio a disposizione...
Non voglio parlare del solito tavolino con una gamba più corta che dobbiamo far smettere di traballare, ovviamente.
Ho sentito dire che spesso gli editori stranieri, trattando la cessione dei diritti di un bestseller, vincolano l'editore italiano in questo modo: ti facciamo pubblicare questo successone a patto che pubblichi pure questa schifezza qui".
Ecco uno dei tanti motivi che stanno dietro la pubblicazione di un libro orrendo.
Da lettrice, un po' mi girano... ma in quanto traduttrice o aspirante tale posso trovare almeno un motivo di speranza. Ipotesi: un editore che deve pubblicare un libraccio, dovrà contenere i costi e non chiamerà di certo un grosso nome a tradurre questo libro. Magari andrà a scartabellare tra i curriculum che conserva in archivio: un esordiente non si farà pagare poi molto (diciamocelo, chi non si farebbe sottopagare per cominciare a creare dei contatti?).
Quindi, la prossima volta che mi capiterà di leggere un libro di cacca, cercherò di pensare che forse, dopo tanta attesa, a qualcuno è stata concessa una possibilità. E che magari la prossima volta quel qualcuno potrei essere io.
Ciao,
Federica |
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Inviato: Ven Ott 03, 2008 11:55 am Oggetto: Adv |
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urios
Registrato: 29/05/08 09:07 Messaggi: 277 Località: roma
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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Mar Ott 06, 2009 3:18 pm Oggetto: |
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Grazie, Roberto.
Una risposta a giusto un annetto dalla pubblicazione del post: è già qualcosa
Always look at the bright side of life, dicono i Monty Python.
Io cerco di applicare sempre questa massima. In un lavoro come questo, poi, non ne parliamo... |
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urios
Registrato: 29/05/08 09:07 Messaggi: 277 Località: roma
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catia
Registrato: 29/03/06 09:31 Messaggi: 708
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Inviato: Mar Ott 06, 2009 4:51 pm Oggetto: |
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Senza nulla togliere ai Monty Python, cito il gioco di Pollyanna.
Il libro ‘Pollyanna’ di Eleanor H. Porter è del 1913 (capace che i MP lo abbiano letto) e il gioco è tutto ciò che mi è rimasto della lettura che ne ho fatto millenni fa.
Consiste nel trovare un aspetto positivo in ogni evento e in ogni persona in cui ci imbattiamo.
Come tutti i giochi, va praticato con giudizio: la Pollyanna cartogiapponese lo ha esasperato fino a rendere la ragazzina insopportabile nel suo ottimismo quasi idiota.
Lo pratico ancora. Giocoforza. |
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gwenog
Registrato: 21/05/07 13:39 Messaggi: 730 Località: Genova
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Inviato: Mar Ott 06, 2009 10:11 pm Oggetto: |
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| catia ha scritto: |
Senza nulla togliere ai Monty Python, cito il gioco di Pollyanna.
Il libro ‘Pollyanna’ di Eleanor H. Porter è del 1913 (capace che i MP lo abbiano letto) |
Sicuro, sono tutti laureati (ho un dubbio su Terry Gilliam...) e parliamo di Oxford e Cambridge... mica di 'sto cavolo di paese in cui ormai gli studenti non sanno più nemmeno scrivere! |
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