dubbi e richieste di informazioni - Scorciatoie

gwenog - Gio Apr 10, 2008 11:04 am
Oggetto: Scorciatoie
Ieri su Biblit ho scatenato un mezzo pandemonio: un corsista ha chiesto aiuto per il quiz del livello propedeutico e la cosa non mi è andata giù. Pongo la domanda anche qui, visto che siamo tutti diretti interessati (mi scuso con chi si sorbirà la cosa due volte).
E' lecito o no, secondo voi, chiedere aiuto a dei traduttori professionisti per risolvere il questionario che dovrebbe testare le capacità - non solo di ricerca - dello studente?
Forse questa persona si è sentita aggredita (mi spiace), però quello che mi ha fatto un po' girare i cosiddetti è che si trattava di una domanda piuttosto semplice e per cui bastava affidarsi a google e ragionare un po'.
Quindi, sono io che esagero o sono semplicemente poco furba a non aver preso la strada più breve?
Federica
Maigret - Gio Apr 10, 2008 11:27 am
Oggetto:
si sa, l'Italia è il paese dei furbi, di quelli che non fanno la coda, delle scorciatoie, e questo "modus operandi" va dalla mazzetta per l'ammissione all'Università all'aiuto per superare dei semplici quiz.
Per come la penso io, potrebbero andare a zappare la terra e, chi non è capace manco a far questo, potrebbe semplicemente andare a ca..re. (scusate il francesismo) in modo da contribuire almeno alla concimazione (della medesima terra) Rolling Eyes
catia - Gio Apr 10, 2008 1:17 pm
Oggetto:
Ciao Gwenog, mi hai fatto tornare in mente la mia partcipazione a LeLig. Per chi non lo conosce, è stato un torneo organizzato da Storie:oltre a prove di scrittura su temi suggeriti dalla redazione, periodicamente venivano pubblicate domande che avevano per argomento cinema, letteratura, televisione, danza, pittura, teatro ... insomma la cultura nel senso più ampio. Anche lì c'era chi ricorreva alle scorciatoie, tipo ebay. Io al massimo ho chiesto informazioni a mio fratello sulla copertina di un LP dei Led Zeppelin. Non giudico quelli che usano scorciatoie; certo, ti fanno sentire un po' fesso. Ma alla fine ti rendi conto che si perdono il meglio, la parte più divertente e appassionante di qualunque ricerca: cercare.
Trovare è solo la fine, il piatto pronto: ma è cucinando che ci si diverte e ci si arricchisce di più.
Nel caso del corso, temo che chi usi scorciatoie alla fine non impari granchè: e allora a cosa gli sarà servito?
Come dico spesso, la furbizia e l'intelligenza non solo sono diverse, ma così distanti che è difficile trovarle nello stesso cervello.
Sharie - Ven Apr 11, 2008 10:16 am
Oggetto:
Concordo con voi. Detesto anche io le scorciatoie perchè ogni cosa che ho ottenuto me la sono sempre guadagnata con l'impegno, la pazienza e la costanza. E non l'ho mai fatto per dimostrare agli altri di essere brava in questo o in quello, ma solo per il gusto di imparare e di riuscire contando solo su me stessa. Per accumulare un piccolo tesoro di capacità. Se posso permettermi, vorrei estendere ad un contesto più generale quanto ha segnalato Catia. Essendo da poco uscita dall'università, posso solo testimoniare come tante persone, specialmente le ragazze, utilizzassero la loro presunta avvenenza per sedurre i professori durante gli esami. Specialmente durante le sessioni estive, non si faceva neanche lo sforzo di studiare bene un intero programma, piuttosto davano vita ad una sfilata fatta di tacchi alti, minigonne, mini-top e tanto trucco. Associandomi a Maigret, continuo a prendere atto del fatto che questo è il paese dei furbi. Purtroppo.
gwenog - Ven Apr 11, 2008 2:34 pm
Oggetto:
Anch'io all'università ho visto cose che, voi umani...

Il fatto è che leccare il culo è un arte. Non tutti possono farlo (io non sarei in grado).
Ho avuto a che fare con un professore, un noto sclerotico filomonarchico rompicoglioni (un tipo gli ha chiesto la tesi e si è sentito dire "lei sa il rumeno? torni quando lo avrà imparato" - vecchio pazzo fancazzista) odiato anche dai colleghi, che aveva un debole per i libri fasciati, come alle elementari. Un'amica mi dice che un tizio che frequenta le sue lezioni le ha detto che avrebbe iniziato dei seminari e assegnato delle tesine - "dai, andiamo, così ci prendiamo un bel voto".
Questo tizio aveva le cattedre di Diritto UE e Organizzazione internazionale, i libri di testo erano un manuale per ciascuna delle suddette materie e poi, in comune ad entrambe, nell'ordine: un libro sulle comunità italiane nel mondo, uno sulla regina Elena e il suo ruolo nell'indipendenza del Montenegro nel '42 (se non erro... cercate di capire, io 'sta roba l'ho rimossa per preservare la salute mentale) e uno che raccoglieva suoi articoli e lettere a varie testate e alle varie istituzioni - celeberrima in facoltà quella a Violante, ai tempi in cui era presidente della camera, in cui rompeva i coglioni su presunti brogli nel referendum del '46 monarchia/repubblica (che te lo dico a fare?).
Qualcosa non mi tornava. Sono andata a vedere un paio di esami per capire com'era l'andazzo e dopo aver visto una ragazza cacciata perché aveva il piercing al naso e un poveretto bocciato perché non aveva saputo dire chi fosse Maria Uva (personaggio nominato 1 volta in una nota a piè di pagina nella sua raccolta di stupidate), ho capito che non avrei mai imparato una mazza di diritto comunitario e internazionale.
Alla mia amica ho detto: "io passo. già mi tocca fasciare 'sti cazzo di libri e studiarli praticamente a memoria... non oso pensare a che tesina potrebbe rifilarmi! L'esilio in Portogallo di Umberto II?! scherzi?!?"
Lei ha frequentato e fatto la fottuta tesina, ma è stata bocciata. Perché non si è studiata a memoria i suoi libri e non è stata all'altezza delle leccate di culo dei suoi compagni di corso: i personaggi più falsi e manipolatori che abbia mai avuto la possibilità di incontrare in vita mia. C'era un tizio che rivolgendosi al prof esordiva sempre con "Non per piaggeria..." - uno un po' meno pieno di sé e con un po' più di sale in zucca lo avrebbe subito inquadrato e messo al suo posto.
Una ragazza ha fatto una tesina delle dimensioni di un volume enciclopedico e del resto, all'esame, non ha saputo dire niente: lui le ha dato 30 ("sa, la lode non posso... mi è sembrata un tantino confusa") e questa si è esibita in un "no, professore, non merito un voto così alto" e giù lacrime - al che mi sono alzata e ho bofonchiato un perfettamente udibile "prenditi 'sto cazzo di voto e vattene a fare in culo!"
Tanto gli esami li avevo già superati (25 e 26), senza leccate di culo, assecondando solo un tantino i deliri del povero arteriosclerotico:
"alle 2 di pomeriggio, si dice ancora buongiorno?", mi chiede.
eccheccazzo
"a me, alle elementari, hanno insegnato che dopo le 16.00 si dice buonasera. Io azzarderei buon pomeriggio", faccio io. Sorrido leggermente, ma vorrei sparire.
"Ah sì? davvero?", affascinato dalla cosa, "bene... oh, ha i libri fasciati - un punto in più!"
Vabbè, vi ho annoiato abbastanza.
Sono un po' logorroica in questi giorni. E anche un po' incazzosa Mad
Sorry Crying or Very sad

Fede
fiodor - Dom Apr 13, 2008 10:19 am
Oggetto: scorciatoie
... anche su questo argomento noto una certo pensare comune ... sara` un caso che si frequenta lo stesso forum? I furbi e le scorciatoie che trovano mi hanno sempre ammorbato l'aria che tentavo, disperatamente, di respirare. Vabbe`, metaforicamente (perche` sono non-violento) andrebbero eliminati da piccoli. Ma, dico, non e` che la colpa maggiore ce l'hanno quelli che permettono anzi addirittura incoraggiano questo modo di fare? Insomma, se nel caso di gwenog il monarchico sarebbe stato cacciato dopo due secondi di professione accademica, dalla stessa istituzione accademica, intendo, la ragazza in tacchi a spillo avrebbe potuto fare ben poco con quelle armi, e magari avrebbe impiegato il tempo a studiare a fondo invece che a cercare il modello adatto di minigonna ... si, lo so, rieccomi con "le colpe del sistema" ... scusatemi
Sharie - Dom Apr 13, 2008 5:41 pm
Oggetto:
Il problema non è solo del sistema, ma dell'omertà della gente. E l'omertà nella mia terra non è una virtù. E in un sistema che fa acqua da tutte le parti ogni furbastro riesce a scamparla! Ecco perchè non sono i titoli a fare la differenza ma le persone.
A proposito dell'università mi è venuto in mente un aneddoto risalente a qualche anno fà. Durante il secondo appello della sessione estiva di esami una ragazza in minogonna, zeppone e top scollatissimo si presenta agli esami di antropologia culturale. Il professore, vecchio volpone, si sa, ha un debole per la bellezza femminile. La moglie, anch'essa insegante dello stesso dipartimento lo ammonisce platealmente prima di iniziare ad interrogare. Lui avrà a che fare solo con gli uomini. In meno di un'ora manda tutti, o quasi, i ragazzi passati sotto le sue grinfie. Nota la ragazza, strategicamente seduta in prima fila, in una posa da nove settimane e mezzo. Con la scusa di non aver più altri candidati, inizia ad interrogare le ragazze. Presto arriva il turno della Signorina. Lei con andamento da civetta si siede. Il prof si accende una sigaretta. Ne offre una a lei. Lei accetta. Il prof l'aiuta ad accenderla e si mettono a chiacchierare del più e del meno. Ad un certo punto lui le dice che devono iniziare questo esame per lasciarla andare via e giustificare la sua presenza. La moglie inizia a mandargli occhiatacce. Lui le dice che se risponderà ad una semplice domanda la rimanderà a casa con 30 e lode. Lei sorride, gustando quel voto come se già lo avesse in tasca.
"Cosa disse Enea quando sulla nave guardò la sua città distrutta?". La ragazza si mette a ridere. Pensa. Ma non trova una risposta. Il programma riguardava lo studio dell'uomo all'interno della letteratura popolare. Il professora la incita. "Andiamo, è facile". Lei fa scena muta.
Dopo un lungo tempo di silenzio, mentre la guardava spogliando quei pochi centimetri che non si donavano spontaneamente alla vista, il prof prende la parola. "Addio Troia fumante. Ci rivediamo a settembre!".
Io sono rimasta senza parole. Quella mattina credevo di non riuscire a passare quel maledetto esame, dato che al dipartimento di antropologia avevano (e hanno ancora adesso) la mandatura facile. E invece, per una volta, sono rimasta stupita. Ma è stato solo un caso. Forse perchè la tizia era eccessiva. Le altre signorinelle in minigonna hanno passato l'esame. Con voti non molto brillanti. Ma lo hanno passato. Lui dava un voto in base a quanto si rifaceva gli occhi. Che schifo, eh?
oroboros - Mer Apr 16, 2008 8:20 pm
Oggetto:
Maigret ha scritto:
si sa, l'Italia è il paese dei furbi, di quelli che non fanno la coda, delle scorciatoie, e questo "modus operandi" va dalla mazzetta per l'ammissione all'Università all'aiuto per superare dei semplici quiz.
Per come la penso io, potrebbero andare a zappare la terra e, chi non è capace manco a far questo, potrebbe semplicemente andare a ca..re. (scusate il francesismo) in modo da contribuire almeno alla concimazione (della medesima terra) Rolling Eyes



Io sono un contadino e zappo la terra. Quando voglio insultare qualcuno, però, non dico che vada a tradurre qualcosa né, quando mi arrabbio, consiglio di pulirsi il concimatoio personale con una traslazione azzeccata. Cambiate abitudini, voi che vi gonfiate tronfi di cultura sterile denigrando la coltura fertile che, in seguito, vi sbafate con ingordigia cieca.
Maigret - Gio Apr 17, 2008 7:43 pm
Oggetto:
1- era un modo di dire, non un'offesa, nel senso di lavorare duramente (come fanno i contadini) invece di cercare scorciatoie.

2 - a mio parere qui nessuno è tronfio di cultura sterile (poi magari ci spieghi cosa è sterile e cosa no), ma esprime opinioni e punti di vista. Se hai tempo, fra una zappata e l'altra, ci dici anche quale sarebbe quella fertle che sbafiamo con ingordigia cieca invece di tranciare con giudizi soggettivi.

3 - se invece sei uno che ha utilizzato scorciatoie non tener conto dei due punti precedenti perchè in questo caso non mi interessa la tua opinione.
oroboros - Ven Apr 18, 2008 7:56 pm
Oggetto:
"Coltura" fertile sono i miei ortaggi biologici, cultura sterile, invece, significa l'insieme di saperi che non trovano la sintesi del principio dal quale tutto ciò che è deriva. Lo so che è un modo di dire il "vai a zappare la terra che non sai fare di meglio", è per quel modo di intendere, supponente e ingiusto, che me la prendo. Io sono davvero uno zappaterra, è così che vivo e mangio. Inoltre tu stai facendo il furbetto, qui riporto ciò che hai detto sopra: Per come la penso io, potrebbero andare a zappare la terra e, chi non è capace manco a far questo, potrebbe semplicemente andare a ca..re.
Non mi pare che tu volessi significare il "lavorare duro" bello mio... Quelli che lavorano la terra sono meno scemi di quello che credi. Le prossime vacanze, magari, non ti farebbe male tirare qualche zappata, così, giusto per migliorarti la comprensione del mondo che ti ospita paziente... In aggiunta la tua affermazione è sgrammaticata e con una sintassi da terza elementare.
Maigret - Sab Apr 19, 2008 12:05 am
Oggetto:
Intanto bello mio lo dici ai tuoi parenti dacchè non mi risulta che abbiamo mai mangiato insieme, in secondo luogo vedo che continui a non capire e quindi non starò a rispiegarti il tutto. Sei entrato in questa comunità virtuale senza presentarti e senza salutare quindi sei anche maleducato, hai tirato a destra e a manca giudizi su tutto e tutti (s)parlandoti addosso e con un linguaggio che è tanto fumo e poco arrosto , in parole povere (visto che oltre ad essere sgrammaticato sono anche persona semplice) parli parli ma non dici nulla. Ergo non replicherò ad altri tuoi interventi e, per restare in linea con il tuo essere educato, puoi andare a ca..re insieme ai furbetti.
Abbassa un po' la testa che un po' di umiltà può solo giovarti.

Bello mio ...oroborIosO.

PS: il tuo racconto/metafora sull'insetto è molto banale e non dice nulla di nuovo nel mondo della letteratura. Altro che Kafka. Anzi, siccome stasera son contento perchè, parlando con gli amici ho azzeccato un congiuntivo su tre , ti regalo una perla di saggezza (hai visto mai che non ti torni utile per la scrittura):

Er Buffone
Trilussa

Anticamente, quanno li regnanti
ciaveveno er Buffone incaricato
de falli ride - come adesso cianno
li ministri de Stato
che li fanno sta' seri, che li fanno -,
puro el Leone, Re de la Foresta,
se messe in testa de volé er Buffone.
Tutte le bestie agnedero ar concorso:
l'Orso je fece un ballo,
er Pappagallo spiferò un discorso,
e la Scimmia, la Pecora, er Cavallo...
Ogni animale, insomma, je faceva
tutto quer che poteva
pe' fallo ride e guadambiasse er posto:
però el Leone, tosto,
restava indiferente: nu' rideva.
Finché, scocciato, disse chiaramente:
Lassamo annà: nun è pe' cattiveria,
ma l'omo solo è bono a fa' er buffone:
nojantri nun ciavemo vocazzione,
nojantri semo gente troppo seria!
oroboros - Sab Apr 19, 2008 8:32 am
Oggetto: Umiltà
È cosa nota che gli individui poco dotati accusino gli altri di non essere umili, è l'ultimo aggrappo che hanno, insieme alla violenza, per non scivolare nell'abisso della propria inadeguatezza alla comprensione che le differenze individuali sono funzionali alla vita, anche quando paiono ingiuste. Ma questa apparente ingiustizia, nel tuo caso, non è né apparente, né ingiustizia. Per quanto riguarda il tuo esser convinto di dover aggiungere qualcosa alla letteratura, quando si scrive, devo informarti che per "Letteratura" non si intende, come sembri convinto che sia, l'inseguirsi sdolcinato delle lettere su un foglio scritto, ma semplicemente l'idiozia umana che si cristallizza, attraverso il segno, nel comprovare la propria responsabilità nello sfacelo dei principi che legiferano la vita senza l'ausilio delle belle parole. Belle parole delle quali la Verità mai ha bisogno, per essere. Non mi stupisco che tu non abbia capito la mia storielletta, mi sarei meravigliato del contrario.
gwenog - Sab Apr 19, 2008 2:25 pm
Oggetto:
Se qui non si abbassa un tantino il livello di testosterone in circolo non se ne esce vivi...
Senti oroboros (spero di aver scritto giusto, altrimenti perdono), in genere sui forum si discute per scambiarsi idee e non insulti.
Maigret non voleva insultare nessuno, tu a quanto pare sì.
Io qui non ho mai trovato nessuno "che si gonfia tronfio di cultura sterile" (parafrasandoti). A parte te, forse: ti riempi la bocca di paroloni per dimostrarci che, nonostante un lavoro da molti considerato "umile" e apparentemente nessuna preparazione accademica, sei di gran lunga superiore a noi? Molto probabilmente hai ragione: qui siamo tutte persone normali, a cui piace fare due chiacchiere in amicizia sulla nostra vita di tutti i giorni, sulle nostre esperienze, sui nostri interessi, su ciò che ci colpisce nei tempi e luoghi più inattesi a volte... evidentemente non siamo alla tua altezza. Forse dovresti cercare interlocutori che siano al tuo livello: qui nessuno a voglia di litigare.
gwenog - Sab Apr 19, 2008 2:28 pm
Oggetto:
Visto? Che ignorante: ho scritto "ha", senz'acca... non ti conviene frequentare gente simile
oroboros - Sab Apr 19, 2008 4:58 pm
Oggetto:
Non di litigare forse, ma di farsi gli affari degli altri, a quanto pare, sì... Quelle che ti sembrano "parolone" sono un modo d'esprimersi normale quando si parla di cose diverse dalla cera per lucidare la macchina che hai nel garage.
gwenog - Sab Apr 19, 2008 6:19 pm
Oggetto:
Hai scritto:
"Cambiate abitudini, voi che vi gonfiate tronfi di cultura sterile denigrando la coltura fertile che, in seguito, vi sbafate con ingordigia cieca."
Quel VOI, in forum di qualche centinaio di persone e in una discussione a cui stavano partecipando in 5 o 6, non sembrerebbe chiamare in causa solo Maigret. Oh, scusa: forse volevi usare un plurale maiestatis. In questo caso allora sì, mi faccio gli affari degli altri. Anzi, per essere più precisi, mi faccio gli affari dei miei amici quando vengono insultati da un maleducato o ineducato che viola le usuali norme di comportamento all'interno di una comunità come questa.
Spiacente, non ho il garage. E neanche ho mai usato la cera per lucidare la macchina. Di conseguenza, non ho mai parlato di cera per lucidare la macchina. Pensa, sono talmente sottosviluppata che non ho neanche mai discusso di cera per la macchina. Però l'altro giorno in ospedale ho conosciuto un signore di 76 anni che ad un certo punto mi ha chiesto: "Possu parla' in zeneize? Perché mi, in taliano, fassu 'na fatiga...". Gli ho detto che non c'era problema e allora, mentre operavano sua moglie, lì in sala d'attesa mi ha raccontato la sua storia, tanto per passare il tempo e non pensare alla donna che amava sotto i ferri... e che meraviglia. Una persona ai minimi livelli di scolarizzazione mi ha raccontato cose che non dimenticherò mai. La semplicità non è sinonimo di vacuità. Il tuo modo di comunicare invece mi risulta estremamente pedante... e la pedanteria nelle persone molto spesso spegne sul nascere ogni mio minimo interesse.
oroboros - Sab Apr 19, 2008 8:54 pm
Oggetto:
Non so cosa ti abbia fatto pensare che io cerchi d'interessare qualcuno, ho semplicemente postato una storielletta scritta due giorni prima senza una ragione precisa, e l'ho fatto perché nel titolo del topic era richiesto, credo allo scopo di consentire d'osservare le diversità espressive in possibili altri modi di raccontare. Non sono in cerca di pubblicità né di piacere all'eventuale lettore, ho semplicemente dato un modestissimo contributo a una scuola di scrittura. Quando ho letto le considerazioni solite su chi lavora la terra mi è dispiaciuto molto, perché so bene che chi pensa che la cultura migliori l'uomo crede pure alla sua conseguenza logica che dice la mancanza di cultura essere peggiorativa. Poiché io sono un contadino che non ha studi alle spalle, che eccedano quelli di terza media, mi sono sentito catalogato. Da lì la mia reazione. È mio parere che esistano diversi tipi di cultura e che in sé la maggior parte di loro nulla significhino più dell'accatastamento nozionistico, quando sono incapaci di sintesi. Questa è una qualificazione che non deriva dallo studio libresco o scolastico, perché non è l'educazione all'analisi, che per sua natura divide e spezzetta, a maturarla. In definitiva ritengo che uno stupido che diviene colto abbia, come unico risultato, quello di ritrovarsi a essere uno stupido colto, o un cattivo colto.
Altro discorso è, invece, quello riguardante la possibilità, esistente anche se rara, di riuscire a ordinare gli elementi del proprio sapere orientandoli alle loro cause e, quelle cause, avere poi la capacità di farle risalire alla loro Causa prima e anche loro ragione sufficiente d'essere. Quindi non più relativa, e superiore al concetto stesso di esistenza. Infatti la parola "esistere" deriva da ex-stare, che significa proprio quella mancanza.
Per tutte queste ragioni io credo che la cultura, nella sua accezione generalizzata, peggiori l'ignoranza, togliendole quelle giustificazioni che avrebbe restando tale, e che non le fanno comprendere i principi universali che sono legge di vita. Credo sia compito di ognuno cercare la verità nascosta in quelle cause, le quali sono principi superiori all'essere limitato. Sto parlando del conoscere che santifica, quando è vissuto e non soltanto guardato.
gwenog - Sab Apr 19, 2008 9:32 pm
Oggetto:
io ho fatto il liceo classico e mi sto laureando, ma posso assicurarti che il mio bagaglio culturale - che io ho sempre considerato nei termini di sapere conseguito per scelta propria e finalizzato all'arricchimento interiore - per l'85 per cento è da ritenersi extra-curriculare.
la cultura non deriva dallo studio fine a se stesso che molto spesso subiamo negli anni scolastici, ma dalla curiosità che scatena la ricerca del sapere. la scuola può essere un veicolo, certo, ma la scelta rimane sempre personale.
Ecco, su questo a quanto pare siamo d'accordo. l'unica differenza è che io l'ho buttato giù in poche righe... ma che vuoi farci, per me "la brevità è l'anima della saggezza". a tal proposito, ho letto il tuo racconto e l'ho trovato interessante... (ma per quanto riguarda il tuo contributo ad una scuola di scrittura, ai posteri l'ardua sentenza. non sono io che devo giudicare.)
la cosa che mi lascia perplessa è l'abisso tra lo stile del tuo racconto e la forzata verbosità del tuo postare: è come se volessi dimostrare a tutti i costi che sì, sei 1contadino, ma sei all'altezza di tutti gli altri. forse si tratta solo di complesso di inferiorità, ma a me sembra del tutto immotivato: posso assicurarti che in questo forum, da che sono iscritta, nessuno si è mai sognato di catalogare qualcun altro.
devi essere un po' più sciolto nel rapportarti con il prossimo: potresti rimanere stupito (a me succede e non sai quanto possa essere gratificante). se invece le tue pessimistiche aspettative vengono confermate e ti senti trattato dall'alto in basso, fregatene - di stronzi, al mondo, ce n'è una marea...
Federica
oroboros - Sab Apr 19, 2008 11:00 pm
Oggetto:
Non è uno scontro di livello culturale che motiva il mio dire, ma la volontà di discutere le ragioni che sottostanno a molte affermazioni che si fanno derivare da un generico, quanto inesistente, "buon senso" di origine culturale ed emotivo, morale, in definitiva, che è poi il risultato delle convinzioni da convenzione. Il mio trattare si è dilungato, rispetto al tuo, perché evidenziava ragioni diverse rivolte ad argomenti diversi dai tuoi. Non hai accorciato affatto le cose che ho descritto io, ma ne hai dette di laterali a quelle. Il fatto che nemmeno te ne accorga, indica semplicemente che non mi hai capito e, forse, nemmeno voluto capire. La mia non è "verbosità", ma solo un modo che segue l'arzigogolato intrecciarsi delle ragioni che sottendono ai problemi trattati. Problemi che pare tu non voglia considerare se non dal punto di vista dell'interesse personale curioso, sempre di ordine culturale ed egoistico. Il conoscere di cui parlo è un vedere, diretto e immediato, una realtà che non appartiene a nessuno, e che non è frutto di considerazioni della mente, un conoscere con lo Spirito il quale si traduce, attraverso la mente raziocinante e relativa, in una decodificazione che può esprimere solo l'esteriorità relativa di quel vedere, dovendosi perdere l'essenza centrale che relativa non è. In ogni caso non è nel mio interesse soffermarmi oltre in questo salotto colto, per questo saluto chi si lascia salutare e vado a zappare la terra. Che, oltretutto... mi dà ortaggi... colti davvero.
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