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salvante







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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 2:48 pm    Oggetto:  
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Aggiungo che non sono convinto del fatto che la bocciatura del Lodo Alfano ci liberi da tutti i problemi, ma da uno di questi sicuramente. Ani, non sicuramente, ma Probabilmente... c'e' anche la possibilità che ciò non accada. =P
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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 2:48 pm    Oggetto: Adv





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gwenog








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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 2:56 pm    Oggetto:  
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Perdonami salvante, le faccette non bastano per capirsi Very Happy
Quando ho detto che non ero la persona più adatta per discuterne l'ho fatto perché, visto che sei un nuovo arrivato, non volevo che ti sentissi aggredito.
Fallimento totale Crying or Very sad
Ma certo, ben venga il confronto Smile
Ricominciamo? Wink così vedrai che non sono 'na bestia Razz
Anzi, perché non ci racconti un po' di te? postaci una presentazione, dai.
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salvante







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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:11 pm    Oggetto:  
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gwenog ha scritto:
Perdonami salvante, le faccette non bastano per capirsi Very Happy
Quando ho detto che non ero la persona più adatta per discuterne l'ho fatto perché, visto che sei un nuovo arrivato, non volevo che ti sentissi aggredito.
Fallimento totale Crying or Very sad
Ma certo, ben venga il confronto Smile
Ricominciamo? Wink così vedrai che non sono 'na bestia Razz
Anzi, perché non ci racconti un po' di te? postaci una presentazione, dai.


No, ma figurati... non sono tipo che al primo acchitto si fà già un'idea delle persone. Odio il pregiudizio ( Questo potete aggiungerlo a quello che vi dirò di me. =P)

Mah, a dire il vero non c'è niente di interessante da dire. Sono un ragazzotto sempliciotto che adesso sta scrivendo dal Negozio del padre commerciante e che sta cercando di ritagliarsi un pò di tempo per far sue alcune idee sulla cultura in generale. Mi sono iscritto a questo sito sotto consiglio della mia ragazza: lei pensa che, magari, possa aiutarmi nella stesura del libro che sto cercando di scrivere: un romanzo Fantasy, nulla di sofisticato o impegnativo. Ho trovato sin da subito molto stimolante questo sito, che tratta di attualità, di letteratura, arte, poesia, ma ,soprattutto, c'è un continuo scambio di opinioni su argomenti molto interessanti, a parer mio, il tutto in totale democrazia ( si, la amo *_*), senza imposizione di idee. Il dialogo costruttivo, per me, è di cruciale importanza e mi piace mettere a confronto quello che penso con altre persone che condividono, completamente o in parte, i miei interessi. Sto anche studiando: mi dispiace un pò ammetterlo e mi imbarazza anche un pochetto, ma non ho ancora finito il liceo. Ho ripreso soltanto quest'anno dopo aver riacquisito la voglia di fare e la speranza di migliorare la mia attuale situazione per il futuro. Diciamo che i risultati sono promettenti.
Beh, questo è quanto. =)

Adesso, però, sono curioso di conoscere la vostra di "Storia". =P
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urios








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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:18 pm    Oggetto:  
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gagliardo il romanzo fantasy Very Happy


perchè non ce ne parli un po' ? se ti va...

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gwenog








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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:29 pm    Oggetto:  
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salvante ha scritto:
democrazia ( si, la amo *_*)

E chi non ama la democrazia...

Quindi non sei un corsista o ex-corsista?
Io ho seguito questo e altri corsi di traduzione e, dopo anni di attese e tribolazioni, posso finalmente dire che sono una traduttrice.
Per la scuola, non preoccuparti. Io sono vecchia e sono laureanda da un'eternità... prima o poi arriveremo alla fine, no?
Federica
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salvante







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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:29 pm    Oggetto:  
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urios ha scritto:
gagliardo il romanzo fantasy Very Happy


perchè non ce ne parli un po' ? se ti va...


Beh, non ci sono speranze concrete sulla sua realizzazione... ma chissà. =P

Ho stilato soltanto i primi tre capitoli, ma necessita ancora di molte correzioni. E non sono nemmeno finiti: Ogni volta che li rileggo, aggiungo SEMPRE ulteriori migliorie. Non sò nemmeno dove mi porterà la storia che sto scrivendo. Sono solito scrivere di getto e ricollegarmi a quello scritto in precedenza lì, al momento. Quindi non ho un'idea precisa di quello che sarà. Mi piacerebbe mostrarvi quello che ho scritto (sempre che a voi interessi =P), ma sarebbe prematuro, secondo me. Come ho già detto, sono soltanto i primi tre capitoli e non potreste dare un giudizio oppure farvi un'idea dello scritto. Prometto, se vi interessa, che quando avrà preso forma lo pubblicherò qui sul sito. =)
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salvante







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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:41 pm    Oggetto:  
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gwenog ha scritto:
salvante ha scritto:
democrazia ( si, la amo *_*)

E chi non ama la democrazia...

Quindi non sei un corsista o ex-corsista?
Io ho seguito questo e altri corsi di traduzione e, dopo anni di attese e tribolazioni, posso finalmente dire che sono una traduttrice.
Per la scuola, non preoccuparti. Io sono vecchia e sono laureanda da un'eternità... prima o poi arriveremo alla fine, no?
Federica


No, non sono un corsista e non lo sono stato... per adesso. Magari prenderò in considerazione la cosa. =)

Sono d'accordo con te. Mi sono reso conto di una gran cosa: nella vita si può fare tutti senza porsi dei limiti di tempo. Oddio, non siamo imm
ortali, questo lo sò... ma c'e' tempo per fare tutto!

Comunque, voglio dirvi che mi sento già a mio agio e vi ringrazio per l'ospitalità che mi avete offerto. =)
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urios








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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:45 pm    Oggetto:  
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salvante ha scritto:
urios ha scritto:
gagliardo il romanzo fantasy Very Happy

perchè non ce ne parli un po' ? se ti va...

Beh, non ci sono speranze concrete sulla sua realizzazione... ma chissà. =P



beh,,,,tanto per saggiare...mandaci l'incipit almeno...
Razz

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salvante







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MessaggioInviato: Gio Ott 29, 2009 3:56 pm    Oggetto:  
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urios ha scritto:
salvante ha scritto:
urios ha scritto:
gagliardo il romanzo fantasy Very Happy

perchè non ce ne parli un po' ? se ti va...

Beh, non ci sono speranze concrete sulla sua realizzazione... ma chissà. =P



beh,,,,tanto per saggiare...mandaci l'incipit almeno...
Razz


Va bene, visto che insisti... oddio, che fifa. eccolo, sta arrivando:

Beh, non è tanto originale, comunque... Il racconto comincia con la nascita di un bambino anonimo, figlio di un fattore e parte del secondo capitolo l'ho passato a narrare la crescita tranquilla, forse fin troppo, del giovane (Gariandah e' il nome). A metà del secondo capitolo quando il giovine ha raggiunto l'età adulta (20 anni), succede qualcosa che, finalmente (secondo i desideri del protagonista) lo scuoterà dal perpetuo torpore che era la sua vita. La causa sarà l'arrivo di un esercito di possenti orchi, che riveleranno al giovane la follia dei suoi desideri. Questo è quanto ho elaborato nei primi tre capitoli, di cui il terzo ancora incompleto.
L'idea di questo racconto è nato dalla mia passione per i GdR (Giochi di ruolo). Infatti il protagonista porta il nome del PG (personaggio ) che interpretavo in gioco. Da qui è nato il desiderio di creare una storia che lo vedesse protagonista ( Ho amato quel pg, anche se ciò può sembrarvi assurdo. =P). Anche molti nomi dei Coprotagonisti sono quelli dei PGs che hanno giocato con me, i cui Player ( Cioè coloro che interpretano il personaggio) sono stati miei amici, sia virtualmente che realmente. =)
E l'ambientazione del gioco è la medesima: Fantasy.
Ovviamente questo progetto è nato anche dalla voglia di mettermi alla prova.
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urios








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MessaggioInviato: Ven Ott 30, 2009 9:01 am    Oggetto:  
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mmm... grazie ...
intendo proprio l'incipit, ovvero l'inizio del romanzo, così tanto per conoscere il tuo stile, entrare nell'atmosfera...
mica tanto ...che so' giusto la prima pagina....
rob

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salvante







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MessaggioInviato: Ven Ott 30, 2009 12:33 pm    Oggetto:  
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Citazione:
Capitolo primo- Paragrafo 1°

Nella comunità di Arun, nel sud della regione del Rogma, alcuni abitanti ficcanaso erano ammassati alle porte della dimora del fattore Murdah.
Questi, rinomato per l'ottima qualità del suo Rum, era nella rustica camera da letto di fianco alla moglie, zuppo di sudore e con la grande mano stretta intorno a quella di Lei.
Milana, bella e nel fiore degli anni conosciuta in paese come "Mel", si trovava supina sul morbido letto, con il viso contratto, i denti stretti e le gambe tremanti ben aperte. Un ringhio confuso uscì con impeto dalle sue fauci, mentre una mano si stringeva con inaudita ferocia al lenzuolo e l'altra quasi fermava la circolazione sanguigna del Marito: ''Dannazione, Muoviti Torl!! Fa' uscire il marmocchio... Crepo di DOLORE!"
Torl, un vecchietto curvo dall'aria pacifica e saggia, si limitò a ridacchiare rispondendo tranquillo e divertito al grido d'aiuto della donna: "Oh-oh! Sta' Tranquilla, Mel! il marmocchio saltera' fuori presto.. Te lo assicuro!".E con un sorriso sicuro, che non riusci' però a tranquillizzare il nervosissimo Murdah che intanto soffriva nella morsa granitica della moglie, continuò a tamponare la ferita con un panno caldo.
D'improvviso stridule urla accompagnate dal grido di dolore della donna uscirono fuori a viva forza dal ventre della stessa, come ad annunciare al mondo il nuovo avvento.
Mel, oramai esausta, si lasciò andare ansimante sul letto, sostituendo l'orribile cruccio con un sorriso che era più soddisfatto dalla terribile impresa che non deliziato dal nuovo arrivo.
Torl avvolse la creatura in un panno con gesti meccanici, manualità che andava ad affermare la sua esperienza nel campo e, dopo averlo pulito dal sangue e staccato con un taglio netto di Coltellaccio dal cordone, esclamò raggiante: "Sii felice Murdah, perché la creatura che Ari, madre della vita, ti ha donato, e' un maschio in buona salute!"
Mel allungò le braccia frementi guardando finalmente con desiderio il paffuto neonato completamente avvolto nel panno, e Torl lo cedette volentieri dato che le labbra del piccolo cominciavano a muoversi preannunciando un apocalittico pianto.
Un simpatico ciuffo di capelli fulvi faceva comparsa sulla fronte del bambino, mentre due occhietti insolitamente vispi andarono ad agganciare il viso della madre che suscitò in lui inattesa calma.
Murdah sbirciava estasiato dalla spalla della compagna mentre, inconsciamente, già viaggiava col pensiero alla ricerca di un nome per la creatura.
Finalmente, dopo aver rimuginato per un po', allungò una mano a stuzzicare il batuffolo di peli fulvi del bambino: "Lo chiameremo Gariandah.."
Mel lo guardò incuriosita mentre lui allungava le mani verso la creatura prendendola per le ascelle. Mel lo lasciò con un ultima carezza e Murdah aggiunse: "Si,Gariandah... Gariandah Faraland!"
Infine, Mel sorrise e con lei anche il Vecchio Torl.


Qui comincio con la nascita di un bambino anonimo: Ho pensato di prendere un soggetto nella media, la nascita di un bambino normalissimo, come tanti altri. Può darsi che questo non sia il massimo dell'originalità, ma mi piace pensare che dal nulla nascerà un eroe. Non a causa di una profezia o per intercessione divina, ma sarà il destino che si divertirà a forgiare il futuro del giovane.

Citazione:
Capitolo Primo- Paragrafo 2°

Nel cortile della fattoria di Murdah, un ragazzino gracile e dai capelli fulvi rincorreva le galline agitando minacciosamente un nodoso bastone,urlando e ridendo come un ossesso.
Mel era sul porticato comodamente seduta sulla sua sedia a dondolo e si lasciava cullare placidamente dal suo ondeggiare. Un forte tonfo la destò dal suo crogiolo di benessere e quando si voltò verso il cortile vide Gariandah ridere mentre, stordita una gallina, si accingeva a rincorrerne un' altra.
Gariandah aveva già sette anni e dimostrava tutta l'energia che solo i bambini più pestiferi potevano possedere. Mel sorrise per un attimo prima di assumere quell'aria severa che le madri si sforzano di avere quando sanno di dover rimproverare la propria prole. Quindi si alzò ed elargì con il grido più feroce che riuscì ad emettere: "Gariandah!! posa quel bastone prima che te lo prenda e te lo rompa sulla testa dura che ti ritrovi!!". Impettendosi, scese i pochi scalini che l'avrebbero condotta al cortile e si avviò con passo svelto verso il bambino che, intanto, la fissava impietrito.
Arrivata ad un paio di passi dal bambino, questo socchiuse gli occhi impettendosi a sua volta e sollevando il suo bastone, che secondo la sua immaginazione doveva essere una lucente spada. Disse con voce pomposa: "Fermatevi,Madre! Non costringetemi ad usare la forza bruta su chi mi ha generato!".
Mel si fermò e rimase interdetta per qualche istante prima di riprendere controllo di sé. Guardò il figlio con un sorrisetto ed uno sguardo di sfida e, senza nemmeno pensarci, si abbassò a prendere un robusto ramo, molto più grande di quello che brandiva lui.
Gariandah deglutì, non sapendo quali fossero le intenzioni della madre, ma mantenne comunque la sua posizione pronto ad affrontarla.
Mel fece roteare il bastone con movimenti straordinariamente coordinati che lasciarono il marmocchio senza fiato: "Credi davvero sia così facile battermi? Ho steso più uomini io di un' armata di orchi, caro il mio...". Sbuffò in un sorriso beffardo etichettandolo ironicamente: "... Guerriero.". La donna fece scivolare dietro il piede della gamba sinistra flettendo il ginocchio destro, mentre teneva impugnato con ambedue le mani il bastone con la punta che mirava verso il basso.
Gariandah, impressionato dalla dimostrazione d'esperienza della madre, si accinse a seguirla nei preparativi al combattimento con movimento assai goffi, conseguenza dell'eccessivo peso del suo randello. Contorse il volto in un'espressione determinata, mentre le parole fluivano fuori dalla sua boccuccia come se fosse stato un vero Eroe a pronunciarle: "In guardia, dunque...Nessuna pietà,nemmeno per il sangue del mio sangue! Così hai deciso madre...la scelta e' tua, non mia. Quindi una volta compiuta la mia giustizia, mi laverò le mani da questo sangue a me così familiare!!".
Parole assai dure, ma che risultarono così dolci a Mel camuffate dalla vocina del suo piccolo. Lei restò al gioco: "Bando alle ciance...e' forse la paura a farti indugiare usando parole troppo grosse per uno "Sgozza-Galline"?. E a gran voce aggiunse: "se non sarai tu, sarò io ad iniziare. E, credimi, sei in seri guai!". Detto questo sferrò un attacco che dal basso tagliò in obliquo verso il fianco del bambino il quale, colto alla sprovvista, non fece in tempo a parare beccandosi una mazzata lì dove la madre aveva mirato. Il colpo era tuttavia dosato nella forza e Gariandah riuscì a restare in piedi, nonostante fosse un po' ammaccato.
Mel si morse il labbro preoccupata d'aver colpito troppo forte ma, quando vide che suo figlio rispose con coraggio all'attacco, il suo sollievo fu tale da indurla a continuare il gioco nato fra loro.
Giocarono per molto tempo: Gariandah si divertiva a trovare strane mosse con strani nomi, tipo "Dardo-di-Fagiano" oppure "...della Fenice", a seconda della potenza del colpo.
Mel rideva di gusto. Trovava irresistibile la fantasia di suo figlio ed il suo modo spumeggiante di affrontare qualsiasi gioco.
Il sole scomparve lasciando posto alla luna e alle stelle ed i due decisero di abbandonare il campo di battaglia per dirigersi verso casa, dove Mel avrebbe preparato la cena. Murdah li avrebbe raggiunti di lì a poco e avrebbe mangiato il famoso maiale arrosto di sua moglie, accompagnato dal racconto di quella giornata tanto speciale.
Molte altre giornate come quella passarono spensierate nella comunità di Arun, soprattutto nella casa coloniale del fattore Murdah, dove Gariandah, il figlio, cresceva sano e robusto facendo sue esperienze della vita li nel piccolo villaggio.
L'esistenza del ragazzo sembrava destinata ad essere tranquilla e serena. Ma, spesso, le apparenze possono ingannare.


Qui descrivo la crescita del pargolo: volevo descrivere uno stile di vita nella media, che non lasci presagire nulla riguardo a quello che sarà il futuro del protagonista.

Citazione:
Capitolo secondo- Paragrafo 1°
Curvo, parzialmente nascosto da un tronco di pino e da alcuni rigogliosi cespugli, attendeva paziente. Il cacciatore aveva avvistato la sua preda e la scrutava, attento ad ogni suo minimo segnale d'allerta. Nessun rumore emetteva, soltanto il canto del vento che si faceva strada attraverso i rami della foresta ed il cinguettio degli uccelli si propagavano nell'aria. Tesa era la corda del lungo arco di rovere ed una freccia vi era in posa, lunga ed acuminata, pronta a scattare. L'arco si sollevava con lentezza e precisione impressionanti, sino a che il dardo non fu messo in linea con il bersaglio, che ignaro brucava l'erba grato ad Ari per la sua generosità. Il braccio muscoloso eppure sottile del cacciatore portò la corda al massimo della sua tensione: avrebbe portato a casa molta selvaggina, quel giorno. Il pensiero lo compiacque, e stava per lasciare andare la freccia che avrebbe decretato la sua vittoria sulla preda. Ma il maestoso cervo rizzò improvvisamente il capo con i sensi allertati. Il cacciatore si maledisse, non capendo quale fosse stato il suo sbaglio. Nessuno sbaglio da parte sua, poiché improvvisamente dalla vegetazione eruppe un gigantesco essere, che toccava i 3m d'altezza. Era ricoperto di robuste quanto rozze protezioni di ferro arrugginito, che cigolavano mentre questi si muoveva. Nelle mani guantate portava un grosso spadone dalla lama brillante, che agitava sbraitando nella sua grottesca lingua imprecazioni oppure semplici grugniti animaleschi atti soltanto a pietrificare la preda nello spavento. Spavento che veniva grandemente incrementato dalle mostruose sembianze della bestia: Fronte spaziosa, grugno schiacciato simile a quello di un maiale ed una bocca larga, che presentava enormi zanne ricoperte di bava. Il tutto sorretto da una gigantesca massa di muscoli.
Il cacciatore conosceva quella creatura, nonostante non ne avesse mai vista una, se non nella sua immaginazione quando gli adulti raccontavano storie paurose intorno al fuoco per spaventare i bambini. Classificò la bestia come Orco... Un bruttissimo orco, che superava persino la più terribile delle sue aspettative. Tutto ciò che credeva di sapere sulla bestialità
di quelle creature venne cancellato in un attimo, lasciando spazio ad una più atroce verità.
La bestia intanto avanzava, pestando pesantemente il suolo con i suoi enormi scarponi di pelliccia. La preda cercò di scappare ma lo spadone lucente cadde sulla sua testa con brutale violenza, spaccandola. L’animale cadde al suolo mentre il cervello si riversava sul cuscino di foglie che rivestiva la terra, e Gariandah- perché proprio di lui si trattava- si ritrovò ad ansimare per la paura; i muscoli bloccati da quest'ultima. L'orco si chinò sulla bestia ficcando un tozzo dito nella materia cerebrale che, prontamente, portò alle fauci. Annuì un paio di volte passando la lingua sulle labbra nere, mentre una risatina, che parve più una frana, accapponava la pelle del cacciatore. Il bestiale essere infilò il lungo spadone in un fodero di cuoio che teneva assicurato alla schiena, e stava cercando di prendere la bestia sulle spalle quando improvvisamente si bloccò, sniffando l'aria con il grosso grugno umido. Lascio cadere di colpo il corpo esanime della bestiola, voltando il capo nella direzione dalla quale proveniva lo strano odore, che per lui risultò assai appetitoso. Gariandah si rese subito conto di essere in grande pericolo. L'arco si sollevò repentinamente scagliando la freccia che aveva già incoccato. Il dardo volò attraversando la vegetazione a grande velocità, andando a schiantarsi contro il petto della bestia, che indietreggio d'un passo. Grum l'orco guardò la freccia semplicemente infastidito, come fosse stato punto da un insetto, e prima che fosse riuscito ad estrarla, un'altra cozzò contro il suo elmo cornuto, deviando lontano nella foresta. Si voltò furioso verso il punto da cui credeva arrivasse la minaccia, sbuffando come un toro infuriato. Gariandah recuperava con grande maestria le frecce dalla faretra, mandandole tutte a segno. Alcune erano nel petto dell’orco, un paio nella gamba destra ed altre due avevano trafitto le braccia. Questo non sembrò preoccupare molto la bestia che, avanzando a rilento a causa dei colpi, estrasse nuovamente il grosso spadone, lanciando un grande urlo, molto simile al bramito di un orso dal pelo bruno. Gariandah allungò per l'ennesima volta la mano dietro la spalla, ma le sue dita afferravano soltanto l'aria. Lanciò via l'arco, imprecando contro la sua sfortuna, e afferrò le spade corte che teneva nei foderi decorati appesi ai fianchi. Fortunatamente l’ultima freccia aveva centrato un occhio della creatura. Questa si arrestò lanciando un grido terrificante, mentre una delle grandi mani si stringeva intorno all’asta del dardo. Disse perplesso a sé stesso: " Certo, hai estratto le spade... ma adesso cosa ci fai?". Soppesò le armi, corrugando la fronte. Infine sollevò le spalle e disse: "Mah, vediamo quanto e' dura la sua carne...". Scavalcò il muro di cespugli con agilità, proprio mentre la bestia riuscì a liberarsi del dardo maledetto. Cercò di attingere dalla sua esperienza per sfruttare al massimo le sue abilità di combattente, mentre si avvicinava rapidamente di gran carriera alla belva. Questa parve infuriarsi ancor di più all'atto eroico della sua nuova preda e si lanciò a sua volta contro il moscerino. Gariandah pensò a migliaia di cose in un solo attimo, ma tutti i pensieri convergevano in uno solo: "Mi sa' che questa e’ la fine...".
La bestia era abbastanza vicina per sferrare il suo attacco e sollevò lo spadone sopra la testa, tenendolo nelle grosse mani callose. L’essere stava calando l'arma, ma Gariandah l'anticipo' lanciandosi sotto la curva del suo percorso. Sfruttando la rincorsa, conficcò le spade corte nell'addome e nelle viscere del mostro. La creatura vacillo interrompendo il suo attacco, ma Gariandah non perse tempo e, sempre tenendo le lame conficcate nel corpo dell'orco, corse di lato, percorrendo con le lame gran parte del Largo addome ed estraendole poi dal fianco. L’Orco cadde in ginocchio con un rantolo di dolore, mentre le tozze mani cercavano forsennatamente e disperatamente di rimettere i visceri al loro posto. Gariandah guardava ansimante la bestia, facendo per colpire ma fermandosi ogni volta che questa cercava di rimettersi in piedi, perché il pericolo che lo facesse non era reale. Alla fine cadde da sola, affogando nel suo stesso sangue. Gariandah guardò le proprie spade, poi la bestia... di nuovo le spade, poi la bestia. Continuò per svariati minuti, riuscendo , infine, ad esclamare soltanto: "Diamine!". Infilò le corte spade nei foderi senza nemmeno pulirle, e si avvicinò alla bestia oramai senza vita. Era riversa pronamente e dovette faticare molto per rovesciarla almeno sul fianco, in modo che potesse guardarle il viso. Rabbrividì e storse le labbra: "Dannazione, più brutto della zia Agatah... il che e' un'impresa a dir poco ardua". Volse lateralmente lo sguardo ed individuò la grossa spada; La raccolse e scorse un incisione poco sopra l'elsa, direttamente sulla lama. Era uno strano emblema, rozzamente impresso a fuoco sul metallo lucente, che raffigurava una grande mano artigliata che teneva stretto in pugno un grosso occhio, dall'iride ellittica come quella di un serpente. L'assicuro' subito alla schiena. Prese anche l'elmo cornuto. Si sollevò e dichiarò soddisfatto: "Chi l'avrebbe mai detto: Gariandah, il giovane ubriacone, e' diventato un Guerriero Schiaccia-Orchi".
Si volse a fissare il cadavere, mentre il dubbio smorzava la sua allegria. Si chiese, gratticchiandosi la barbetta sfatta con aria meditabonda: " E se ce ne fossero altri?". Si mise a fissare ad occidente, verso il Valico dell'eco, con occhio penetrante. "Tornerò a controllare... Ovviamente meglio equipaggiato...". Aggiunse poi con maggiore enfasi “.. e con buona compagnia!.”. "Adesso sarà meglio tornare, prima che il sole tramonti e i lupi escano a banchettare con la mia carne". Affermò tranquillamente questo dato di fatto e stava per avviarsi, ma gli ritornò in mente il corpo. "Cosa diamine ci faccio con questo...". Corrugò la fronte. "Se ce ne sono altri, e sono certo ce ne siano, vedranno il corpo e capiranno che qualcuno- me- li ha scoperti".Borbottò ancora una volta. La prospettiva non gli piaceva affatto e quindi decise di mettersi a scavare una grossa fossa, aiutandosi con un grosso ramo e, a volte, anche con le mani. Spinse l’Orco nella buca facendo leva con il ramo e lo ricoprì con terra e fogliame, poi recuperò l'arco e si avvio verso la piccola comunità. Si trovava sulla sponda occidentale del "Figlio di Aquos", un lago originato dai grandi ghiacciai che risiedevano sui Picchi d'argento, altissime montagne disabitate a causa della bassissima temperatura, anche se qualche avventuriero avevo giurato di aver visto strane creature simili ad orsi, lì sopra. Gariandah si avviò lungo le sponde con l'intenzione di aggirarlo da sud. Si fece strada attraverso la folta vegetazione sino a che il lago non sfociò in un fiume: Belah, che in lingua elfica significava "Acqua". Il fiume proseguiva per poche distanze entro la foresta e diversi ululati squarciarono l’aria . Questi lo indussero ad allungare il passo, ma nessuna figura canina si profilò sul suo cammino. Uscì con relativa facilità dalla Foresta Tetra e seguì il fiume verso oriente, sino ad arrivare ad un ponte. Lo ignorò, proseguendo verso le porte della piccola comunità che si intravedevano in lontananza. Il crepuscolo era giunto, e una figura si stagliava poco fuori le porte di legno che proteggevano il paesello. Gariandah fu grato di scorgerla, ma ancor di più preoccupato. Si sforzò di mostrare il più bel sorriso di cui era capace, mentre le si avvicinava. Il volto della donna era contratto in una smorfia minacciosa, il cui confronto con quella dell'orco era decisamente impari. Gariandah esordì con un "Ehilà!". Ma non ebbe il tempo di finire la parola che cinque dita gli si piantarono sulla guancia. La donna portò le mani sui fianchi, mentre la faccia era rossa di collera. Gariandah si massaggiava la guancia, borbottando una miriade di paroline. La donna scoppiò in un un perentorio: " Dove sei stato!?!?". Prima che Gariandah potesse rispondere, Mel, sua madre, aggiunse: " Sei andato a caccia nella foresta Tetra, e' così!?". Lo rimbrottò severamente: "Ti ho detto che lì non ci devi andare!Mai, per nessun motivo!". La donna riprendeva fiato e Gariandah rispose all’improperio con sguardo duro e serio, che raramente veniva espresso dai suoi lineamenti. La cosa stupì la madre, che era abituata a vederlo sempre spensierato e con un sorriso divertito sul volto. "Devo parlare con gli abitanti di Anur, madre... devo avvertirli che, forse, un pericolo minaccia la gente del nostro piccolo villaggio". A quelle parole la madre fissò dubbiosa il figlio, poi notò il grande elmo cornuto che portava legato alla cintola e la spada, lunga più di quanto lo fosse Gariandah, che spuntava sopra la sua spalla e toccava il suolo con la punta. In quel momento tacque, consapevole del fatto che il figlio parlava di una preoccupazione reale e non di una scusa che lo salvasse dal suo giudizio. Si avviarono per le strade della comunità e raggiunsero in fretta la chiesa dei sacerdoti di Ari. Uno degli adepti li accolse all'entrata e li invitò ad entrare. La chiesa era uno splendore: nonostante il villaggio fosse in gran parte quasi squallido, tanto erano popolane le case degli abitanti, quel luogo era di uno sfarzo inimmaginabile. La chiesta era divisa in tre navate, formate da grandi colonne centrali fatte in marmo candido, decorate con rilievi rappresentanti rigogliose rampicanti che vi si attorcigliavano intorno. Quelle laterali, più piccole, erano anch'esse decorate, ma con rappresentazioni di caccia che racchiudevano in loro il significato del ciclo della vita. Anche il soffitto era ricoperto di affreschi che riprendevano splendide rappresentazioni floreali.
L'adepto parlò con voce flebile, morbida: " A cosa debbo la vostra visita, Signore e Signora Faraland?". Da come parlava, si capiva che portava un gran rispetto per la loro famiglia, da tutti riconosciuta come brava ed onesta gente. Gariandah si fece avanti per niente in vena di convenevoli. Disse con aria seria: " Marc, suona le campane. Tutti gli abitanti devono ascoltare ciò che ho da dire... e non sono buone notizie.". Spiegò brevemente quel che era accaduto al novizio. Il viso del giovane adepto si rabbuiò e nervosamente si avviò verso le scale che lo avrebbero condotto al campanile. Afferrò la grande corda ed il marchingegno che faceva oscillare la campana si azionò. La campana cantò tre volte l'inconfondibile segnale di pericolo. La gente non sentiva da parecchio quei tre rintocchi e subito tutti seguitarono a riversarsi nelle strade, radunandosi alla Piazza Grande. Anche Gariandah si recò lì e, con lui, anche sua madre seguita ora dall'alto sacerdote Yetham, uscito dal suo studio subito dopo il segnale. Gariandah arrivò in piazza: la gente era disposta in cerchio attorno alla splendida fontata che riproduceva le sembianze di Aquos, elementale dell'acqua che dava origine al lago ed al fiume Belah. Avanzò verso la fontana e, sfilata l'enorme spada dal fodero, la piantò al suolo ponendovi subito sopra il teschio cornuto. Tutti trasalirono, con loro anche la madre ed il sacerdote. Il giovane balzò sul bordo della fontana, sollevando le braccia al cielo richiamando a sé l' attenzione di tutti. Gli sguardi conversero su di lui. "Cittadini!". Gridò Con forza, cercando d'attirare l'attenzione dei pochi che non smettevano di fissare la grande spada accoppiata all'elmo. "Amici..". Disse poi dolcemente, dopo che tutti gli offrirono la propria attenzione. " Ho avuto un incontro tanto strano quanto estremamente preoccupante!". Fissava le persone studiandone gli sguardi: Le donne stringevano istintivamente i bambini a loro mentre gli uomini serravano stoicamente le mascelle." Una creatura...". Fece una pausa. "Una creatura che solo nelle storie più incredibili e terrificanti ho incontrato!". Fece un gesto brusco col braccio come ad enfatizzare la frase. "Un Orco, amici... un orco, e queste sono le sue armi!". La gente guardò meravigliata il giovane che aveva ucciso l'orco. Mel guardava il figlio con un misto d'orgoglio e preoccupazione. Suo figlio aveva affettato un orco, diamine! Questo, però, voleva dire anche che lo aveva affrontato … e questo la fece sudare freddo.
"Sono riuscito ad ucciderlo!". Si crogiolò soddisfatto nelle parole concitate della gente. Si disse sottovoce: " Chissà quante storie si narreranno!". Ridacchiò estraniandosi dalla folla, mentre questa lo guardava con aria interrogativa. Si schiarì la voce con un paio di colpetti di tosse e riprese a darsi un certo tono: "Spero di no, ma credo ce ne siano altri li fuori! Quindi invito le donne ed i bambini a restare entro i confini del nostro villaggio...”. Aggiunse poi repentinamente: “preferibilmente barricati in casa”. Si rivolse ora al pubblico maschile con fervore: ”Agli uomini, invece, di imbracciare le armi e proteggere le proprie famiglie ed il villaggio!". Le donne prendevano i piccoli in braccio e fuggivano via, andandosi a rintanare nelle proprie case, mentre il sacerdote elargiva benedizione e consiglio. Gli uomini si fecero avanti e si raggrupparono più compattamente intorno al giovane Eroe. Gariandah pensò che non poteva essere vero. Da sempre lo elogiavano come ottimo ubriacone, ma questo... questo era di gran lunga molto diverso! Era un eroe!
Scese dal suo pulpito e si avvicinò agli uomini:" Dobbiamo formare due gruppi. Uno di esploratori ed uno di difensori, che restino qui in caso i primi vengano sopraffatti." Aggiunse ridacchiando e tutti si unirono a lui: "Ma spero vivamente non accada..". "Io conosco la foresta tetra e la valle dell'addio come le mie tasche! Mi offro come guida del gruppo: chi vuole unirsi a me?!". Si fecero avanti Levard e Djelial, amici fidati di Gariandah, nonché ottimi tiratori e spadaccini. Gariandah sorrise e Levard agitò la mano con aria minacciosa e Gariandah prese a ridacchiare nervosamente. Levard era solito tirargli una botta sul capo ogni qualvolta lui sbagliasse in qualcosa... e anche djelial non disdegnava farlo, seguendo l'esempio del suo compagno. Oltre loro, Kariamos, detto anche "L'Orso": era alto due metri e la sua mole era di proporzioni colossali. Teneva sempre a portata di mano una pesante alabarda, e Gariandah non conosceva preda che non avesse cessato d'esistere in seguito ad uno dei suoi colpi. Altri di ben poca valenza militare si aggiunsero, tra i quali il calzolaio, la sarta ed il vasaio. "Andiamo bene... magari la sarta farà fuori qualche orco con qualche colpo all’uncinetto". Parlò tra sé, mostrando un sorriso forzato al gruppetto di guerrieri improvvisati. Mel ridacchiò, poiché dalla sua posizione ravvicinata aveva sentito tutto. Gli altri uomini si avviarono verso le loro case, lasciando i prescelti alle loro questioni. Alla fine della riunione Gariandah osservava gli amici con un sorrisetto. "Andate e riposate più che potete, domani partiremo all’alba e resteremo fuori tutto il giorno". Gli altri annuirono e salutarono. Levard si soffermò soltanto un attimo a sorprendere Gariandah con uno scappellotto, che andò ad infrangersi contro la nuca del ragazzo, il quale borbottò. Levard e Djelial si avviarono sorridendo spensieratamente. Gariandah scosse il capo e sorrise.
Si voltò lentamente e si ritrovò la madre a due soli millimetri di distanza. Lo guardava con gli occhioni dolci pieni di lacrime. Gariandah sgranò i suoi di occhi. "No, mamma... non farlo!". Fissava la madre spaventato e questa veniva sempre più spesso scossa da potenti singulti. Alla fine esplose in un pianto esagerato, gettandosi contro il petto del figlio: "Non andare, Gariandaaah! e' pericoloso! Tu sei piccolo, gracile... ti mangerebbero in men che non si dica! non andareee!". Piangeva battendo i piccoli pugni contro il petto del ragazzo, che non poté fare a meno di prendere la donna fra le braccia. "Shhh... non possono mangiarmi, madre... sono magro e stopposo, gli provocherei solo un atroce mal di stomaco.". Sorrise divertito e costrinse la madre ad alzare il volto, esercitando una lieve pressione sotto il suo mento usando il dito indice. Mel si asciugò le lacrime con una mano delicata ed infine sorrise. Baciò il figlio e scappò verso la casa colonica. Gariandah scosse il capo lasciando che un sospiro lo liberasse dalla tensione. Sua madre non sarebbe cambiata mai: debole e brutale allo stesso tempo. S'avvio' anche lui verso quella che era la sua casa, pensando a come si sarebbero svolti i fatti l’indomani. Forse gli Orchi stavano architettando qualcosa, e questo poteva significare nient’altro che guai.


Il primo capitolo è finito, del secondo vi mostro soltanto il primo paragrafo. Gli altri sono da completare. =)

Spero vi piacciano. Ma vi prego, date giudizi sinceri. Non mi aspetto di essere la rivelazione dei racconti fantasy, quindi sono pronto ad ogni tipo di critica.


Twisted Evil
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urios








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MessaggioInviato: Ven Ott 30, 2009 2:45 pm    Oggetto:  
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Very Happy L’ho letto ! intanto grazie della fiducia
Ho scoperto che è bene condividere i propri scritti e avere dei pareri da altri lettori. Ho seguito 3 anni di corsi di scrittura creativa e memoir, oltre al corso di Storie. Mi è stato utile il riscontro degli altri, anche se a volte non sempre gratificante.
Che dirti?
ben descritta la scena del parto e buoni i dialoghi. Nel Capitolo Primo- Paragrafo 2°. non mi piace molto l’uso, duplice, di ‘impettendosi’ che word segnala, tra l’altro.
Anche ben dosata la tensione tra i capitoli.
Tu stesso ti denunci per via dell’originalità o sua mancanza (mi pare che anche Conan inizi la sua epopea con la nascita d’un frugoletto minuto e paffutello). In effetti c’è già materiale sul tema. Trova qualcosa di nuovo nello sviluppo della storia. L’incontro futuro e la lotta probabile ma non scontata con gli orchi potrebbe diventare un momento di confronto e non solo di combattimento, la scoperta del mostro, che risulta magari meno mostro e malvagio del previsto, e del pregiudizio classico, vedi tu…mi pare che la fantasia non ti manchi. Dagli cioè un contenuto, a mio modestissimo parere, anche politico, visto che sei molto informato, o anche sociale.
Comunque, bravo ! Smile

Roberto

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salvante







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MessaggioInviato: Sab Ott 31, 2009 6:21 pm    Oggetto:  
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Rispondi citando

urios ha scritto:
Very Happy L’ho letto ! intanto grazie della fiducia
Ho scoperto che è bene condividere i propri scritti e avere dei pareri da altri lettori. Ho seguito 3 anni di corsi di scrittura creativa e memoir, oltre al corso di Storie. Mi è stato utile il riscontro degli altri, anche se a volte non sempre gratificante.
Che dirti?
ben descritta la scena del parto e buoni i dialoghi. Nel Capitolo Primo- Paragrafo 2°. non mi piace molto l’uso, duplice, di ‘impettendosi’ che word segnala, tra l’altro.
Anche ben dosata la tensione tra i capitoli.
Tu stesso ti denunci per via dell’originalità o sua mancanza (mi pare che anche Conan inizi la sua epopea con la nascita d’un frugoletto minuto e paffutello). In effetti c’è già materiale sul tema. Trova qualcosa di nuovo nello sviluppo della storia. L’incontro futuro e la lotta probabile ma non scontata con gli orchi potrebbe diventare un momento di confronto e non solo di combattimento, la scoperta del mostro, che risulta magari meno mostro e malvagio del previsto, e del pregiudizio classico, vedi tu…mi pare che la fantasia non ti manchi. Dagli cioè un contenuto, a mio modestissimo parere, anche politico, visto che sei molto informato, o anche sociale.
Comunque, bravo ! Smile

Roberto


Ti ringrazio per la critica costruttiva, cercherò di proseguire in tal senso. =)
Riguardo al vocabolo " Impettendosi", nutrivo anch'io qualche dubbio secondo la sua esistenza. Anzi, ero abbastanza sicuro fosse semplicemente frutto della mia mente. =P
Esprimi esattamente le mie intenzioni quando dici che devo trovare un risvolto originale nello sviluppo della storia. Qualcosa di imprevisto che vada contro quello che è il pensiero classico del lettore. Il pregiudizio classico, come dicevi tu.
Ti ringrazio per i consigli e per aver confermato quelle che sono le mie idee. Mi sei stato molto d'aiuto e per un principiante è di vitale importanza che qualcuno che abbia un'esperienza ed una conoscenza più profonde della materia lo segua nei suoi progetti, anche se in minima parte.
Grazie. =)
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gwenog








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MessaggioInviato: Sab Ott 31, 2009 11:09 pm    Oggetto:  
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Sono stupita... li hai davvero, 19 anni?
Scrivi piuttosto bene per essere così giovane. Bravo. C'è qualche stonatura, come ti ha fatto notare anche urios, ma niente di irrimediabile.
Però... Fatemi fare il mio ipotetico lavoro (revisore/correttore di bozze), così mi tengo in esercizio Razz
Devi curare un po' la punteggiatura - specialmente con il discorso diretto.
E attenzione alla concordanza di genere e numero tra sostantivo e aggettivo.
Fa' molta attenzione agli accenti: ho notato che non sei molto preciso, a volte usi l'apostrofo. So che sembrano "menate da maestrina", ma certe persone, di un testo poco curato, non leggono più di due pagine per poi cestinarlo a priori. Avere uno stile buono a volte non basta.
Un ultimo consiglio, che ho imparato sulla mia pelle: usi molti possessivi.
In una frase come questa - "Trovava irresistibile la fantasia di suo figlio ed il suo modo spumeggiante di affrontare qualsiasi gioco" - per esempio il primo "suo" può essere tranquillamente tolto. A volte qualcosa di superfluo appesantisce e nient'altro. Non ti sembra che "Trovava irresistibile la fantasia del figlio ed il suo modo spumeggiante di affrontare qualsiasi gioco" vada meglio?
Metto via la penna rossa...
Wink
Federica
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salvante







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MessaggioInviato: Dom Nov 01, 2009 11:31 pm    Oggetto:  
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Non mi aspettavo alcun complimento, al massimo qualche consiglio. xD
Vi ringrazio di cuore per l'aiuto, ancora una volta. Non bastano mai i ringraziamenti. =P
Cercherò di seguire i vostri consigli e posterò lo scritto una volta corretto. Riguardo agli accenti sostituiti dagli apostrofì: Hai ragione, anche la mia ragazza me l'ha fatto notare. è un'abitudine che ho, trovo più comodo scrivere in questo modo che non correttamente. Di fatti ho cercato di eliminare ogni lettera apostrofata sostituendole con lettere accentuate. Qualcuna mi è sfuggita. =P
Appena tutto sarà sistemato vi mostrerò e mi direte se ci sono stati progressi o meno, a patto che questo vi faccia piacere!

Salvo. =)
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