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Tempo determinato
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Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Io scrivo così, e tu?
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Autore Messaggio
catia








Registrato: 29/03/06 09:31
Messaggi: 727
catia is offline 






MessaggioInviato: Lun Dic 29, 2008 6:51 pm    Oggetto:  Tempo determinato
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Sabato estivo a casa dei miei. Sfuggo al caffè catramoso di mia madre rifugiandomi in camera ex-mia per chiamare Adriano e proporgli un pomeriggio ai giardinetti con i nostri bambini.
É tanto che non ci sentiamo. Tutto questo tempo mi si rapprende in un grumo nella gola, che mando via mentre il telefono squilla.
La risposta al mio saluto arriva da una nebbia spessa. Colpa del mio apparecchio, scolorisce tutte le voci.
I soliti comestài e quantotempo, poi gli chiedo di vederci.
É imbarazzato; così affretta le parole nel dirmi che non può, si sta vestendo per andare a fare da testimone al matrimonio di Claudio, il suo migliore amico. Che si sposa alle tre e avrà un figlio tra pochi mesi.
Oh, beh. Allora auguri, auguri a tutti e per tutto.
E chiudo il telefono.
Resto seduta sul bordo del letto.
Claudio si sposa, avrà un figlio e io vengo a saperlo per caso.
Pina. La moglie si chiama Pina. Tempo fa, a casa di Adriano, Claudio me la presentò velocemente per poi chiudersi in un angolo di estraneità insieme a lei.

Ho conosciuto Claudio all’età di quattordici anni. Secco secco, occhi disarmati e naso da buono. Amici in comune, saluti in piazza; poi il teatro, l’attivismo per Amnesty. Fino ai trent’anni siamo stati presenti l’uno nella vita dell’altro; non sempre da protagonisti, spesso sullo sfondo. Ma c’eravamo.

Mi rovinano addosso mattoni di ricordi.
Il mio primo ballo in maschera, con lui. Io cinese con i baffi di carboncino, lui principe azzurro. Ballavamo divertiti dalla nostra goffaggine, ridendo ogni volta che ci pestavamo i piedi.
Le prove a teatro, io copione in mano a controllargli le battute: inutile, sapeva tutte le parti e le recitava meglio di chiunque.
I tavolini in piazza per Amnesty, con i libri sul Maghreb che non si vendevano; le riunioni al pub, perchè non avevamo sede e il conto con la ‘cresta Amnesty’ per l’autofinanziamento.
Quella volta che Vittorio venne a prendermi con la Ferrari dello zio e io ‘no, aspetto Claudio’ e ridemmo poi della boria di Vittorio, di suo zio e della Ferrari sulla Renault 4 tenuta assieme dal fil di ferro.
Le corse per L’Aquila da uno spettacolo di piazza all’altro, io a convincerlo che il jazz meritava ascolto quanto Vivaldi.
Il giro delle chiese romaniche, le escursioni in montagna. Io, lui e la nostra amicizia.
E tutto il gruppo ad aspettarmi dopo la laurea , sei metri di striscione colorato ‘BENTORNATO INGEGNERE’ in cima alle scale della stazione, io bloccata dalla vergogna col borsone sulla spalla e lui, l’artefice, col sorriso largo dei bambini.
La prima Pasquetta con Enrico. L’ ultima passata insieme, per quella distanza che prendono gli amici quando ti sanno innamorata.
E io tutte le sere a pregare Dio di mandargli una compagna, che non restasse solo.
Il mio matrimonio, una delle ultime volte che abbiamo mangiato e riso insieme.

Torno in cucina. Mia madre chiede di Adriano. Le rispondo che ha da fare, non ci incontreremo; e intanto rivedo Claudio che le sorride mentre aspettandomi si sorbisce le sue troppe chiacchiere.
In macchina, mentre torniamo a casa, mi spuntano due lacrime sottili e mute. Cocciute come me, che non riesco a imparare l’affetto a tempo determinato.
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Adv



MessaggioInviato: Lun Dic 29, 2008 6:51 pm    Oggetto: Adv






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fiodor








Registrato: 30/07/07 23:23
Messaggi: 223
fiodor is offline 

Località: Avezzano (AQ)




MessaggioInviato: Mer Dic 31, 2008 12:25 pm    Oggetto:  Re: Tempo determinato
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catia ha scritto:
Sabato estivo a casa dei miei... Cocciute come me, che non riesco a imparare l’affetto a tempo determinato.


Bellissima pagina di diario, che ritorna sul tema dell'amicizia e mi f sanguinare ferite vecchie ma non ancora rimarginate. Io ho vissuto qualcosa di molto simile. L'amicizia vera non dovrebbe essere a tempo determinato, secondo me. Però a volte succede qualcosa che viene interpretato male, ci si distrae anche solo un attimo, qualcosa si incrina, non se ne parla - sbagliando - forse per pudore o per timidezza o semplicemente per non apparire stupidi, per un pò uno dei due si allontana e poi il tempo passa, il divario si fa sempre più grande, e quando finalmente si sarebbe trovata la spinta per riavvicinarsi, ci si imbarazza quasi - di nuovo la nostra stupidità all'opera - e allora si lascia perdere. E poi, quando si è maturi, ci si flagella per non aver saputo mantenere qualcosa di così prezioso.

Buon Anno nuovo a tutti noi, che possa portarci, assieme a quello che ognuno desidera, anche un pò di saggezza che secondo me non guasta mai.
fiodor

_________________
Fermate il mondo. Voglio scendere.
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catia








Registrato: 29/03/06 09:31
Messaggi: 727
catia is offline 






MessaggioInviato: Gio Gen 01, 2009 3:29 pm    Oggetto:  
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Grazie fiodor, sia per il commento che per gli auguri.

Primo messaggio dell'anno nuovo. Dal quale non mi aspetto nulla e già sarebbe meglio rispetto a come s'è comportato il 2008.
Per dirne un paio, avremmo dovuto passare la fine dell' anno in Toscana, a casa di amici; MA loro hanno avuto dei problemi, così abbiamo preferito lasciarli tranquilli.
Poco male, a Roma c'è il concerto Baustelle/Nannini, le previsioni dicono niente pioggia ... MA mio marito si becca l'influenza il 27 e SOLO OGGI torna a una temperatura normale. Da una partenza come questa, non si può che migliorare.
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Sharie







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Registrato: 30/08/06 12:30
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Sharie is offline 

Località: Lyon
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Impiego: studentessa
Sito web: http://blog.libero.it/...

MessaggioInviato: Lun Gen 05, 2009 11:59 pm    Oggetto:  
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A me è successo di recente di incontrare, casualmente o per volontà dei diretti interessati, persone con le quali ho condiviso tanto e perduto i fili tessuti delle nostre amicizie. In alcuni casi, quelli più difficili, il passato si è reintrodotto nella mia vita attraverso sms codardi. Come se bastassero piccole manciate di parole a cancellare il tutto e l'amarezza che riempiva i ricordi legati agli amici per i quali avrei dato un braccio, una mano, un piede. Amici amati che hanno fatto scelte, percorso strade e contato passi che ci hanno allontanati.
Amici che mi avevano dimenticata subito attorniandosi di "bella gente", sorridente sulle foto che mostravano, o in mia presenza. Amici. Conoscenti. Passanti. Occasionali attraversatori di vite.
Con un sms hanno cercato di avvinghiarmi a loro come se nulla fosse successo, come se non ci si vedesse da un giorno, confessando stime profonde e occasioni perdute. Amici che non mi hanno mai riposta in un cassetto, che hanno trascorso le ore in cui io mi chiedevo cosa pensassero loro a domandarsi cosa pensassi io. Amici che non possono cancellare le distanze che loro stessi hanno creato. Volendomi ancora lì, testimone di sentimenti ed emozioni. Mentre io cerco di muovermi a fatica dentro un mondo che conosco bene, ma che non mi appartiene più, goffa come un elefante dentro un negozio di cristalli.

Grazie Catia. Una lettura calorosa. Mi è arrivato il profumo del caffé di tua madre e dell'aria estiva. Ma più di tutto ho sentito un sottofondo di risate che accompagna quell'amarezza del distacco. Grazie ancora. Hai dato forma a qualcosa che io non riuscivo a definire.

_________________
Voi ridete di me perchè sono diversa. Io rido di voi perchè siete tutti uguali.
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